Eucaristia, il tesoro più prezioso
Commento al Vangelo di domenica 11 giugno 2023 - Santissimo Corpo e Sangue di Cristo - Anno A
di Michele Pittalis
Giusto di Gand, Pala del Corpus Domini (1472-74), Galleria nazionale delle Marche, Urbino
4' di lettura
11 Giugno 2023

Ecco «il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli». Attraverso queste significative parole tratte dalla Sequenza, che hanno un retroterra biblico molto ricco, riconosciamo di essere resi partecipi, nel sacramento del Corpo e Sangue di Gesù, del pane degli angeli, che, per dono di grazia, sostiene il nostro pellegrinaggio e ci rigenera continuamente come figli. 

Celebrare la solennità del Corpus Domini ci aiuta a rimettere al centro della nostra vita di cristiani e di Chiesa, il sacrosanto mistero dell’Altare. Di questo Pane di vita abbiamo continuamente bisogno in quanto nutrimento, ma esso, quale vero “pezzo” di cielo in terra, richiede anche la nostra venerazione e adorazione.

L’Eucaristia ricevuta, mirabile sacramento, memoriale della Pasqua, è sostentamento della vita interiore, sostegno del cammino, rimedio ai peccati, consolazione del cuore, ma soprattutto partecipazione alla vita stessa di Dio in Cristo, anzi comunione con lo stesso Cristo. Per questo deve suscitare nel cuore dell’uomo l’adorazione e la lode, che ci fanno sperimentare la potenza della redenzione.

La prima lettura, tratta dal Deuteronomio, inizia con una parola molto espressiva: «Ricordati». Sappiamo che il ricordare, nel linguaggio biblico, non è questione di mente o di memoria, ma del cuore. Il popolo è esortato a ripercorrere il cammino nel deserto, dove è stato messo alla prova da Dio, fino ad essere umiliato e ad aver sperimentato la fame. La prova non è un castigo, bensì rivela anzi tutta la sua efficacia pedagogica e discepolare: Dio ha messo alla prova il popolo «per sapere quello che aveva nel cuore». Con interventi salvifici, puntuali, provvidenziali, Dio ha manifestato nel cammino esodale la sua prossimità al popolo. Ed ecco la manna, un cibo che è uscito dalla bocca di Dio, creando quindi un parallelismo tra il Pane della vita e la Parola di Dio.

Le parole di Paolo della seconda lettura, sono altrettanto incisive. L’Apostolo rimarca molto fortemente il legame tra «il calice della benedizione» e «il pane che noi spezziamo» con «il sangue di Cristo» e «il corpo di Cristo». Si corre il rischio di considerare l’Eucaristia alla stregua di un rito magico o di una rappresentazione teatrale, magari di non considerare la verità sacramentale dell’Eucaristia, che cioè nel Pane e nel Vino consacrati, cioè inondati dalla presenza dello Spirito, è Gesù stesso presente, in «corpo, sangue, anima e divinità».

Ecco perché le parole di San Paolo ci sembrano opportune: non possiamo correre il rischio di eliminare o trascurare il vincolo indissolubile che esiste tra ciò che noi celebriamo sotto i veli sacramentali e la persona stessa di Gesù, lo stesso Gesù che ha camminato in Palestina, che ha accolto la Passione, è morto in Croce, è risorto il terzo giorno, è asceso al cielo. Non è un Gesù “diminuito”, ridimensionato, impallidito, quello che riceviamo e adoriamo nell’Eucaristia!

È Lui il vero pane disceso dal cielo, ci ricorda il Vangelo di Giovanni. Il Signore fa un discorso che a tratti sembra quasi incomprensibile, fuori da ogni logica. Eppure sta semplicemente annunciando il mistero della vera vita, che riceviamo nell’Eucaristia. Il Pane è «vero cibo», il Sangue «vera bevanda», unico, autentico e solo nutrimento. Egli ci da la sua stessa carne da mangiare. Gesù è chiaro: «chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna». Capovolgendo l’affermazione, senza il Corpo e il Sangue di Cristo non facciamo esperienza dell’appartenenza a Lui. L’Eucaristia è il dono necessario e sufficiente per la reciproca inabitazione di Cristo nel discepolo e del discepolo in Cristo.

Proprio in quanto dono preziosissimo, occorre riservare all’Eucaristia ogni attenzione e ogni cura. E una domanda si pone necessaria e decisiva: quale posto ha l’Eucaristia, celebrata e adorata, nella mia vita?

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