La malattia da reflusso gastro esofageo
di Mariantonia Monni
3' di lettura
14 Marzo 2021

La pillola di oggi riguarda una delle più frequenti malattie del tratto digestivo: la malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE).
A causarla il contenuto dello stomaco, composto da varie sostanze tra cui acido cloridrico, che anziché passare nell’intestino “risale” in esofago, provocando sintomi fastidiosi o lesioni a carico di quest’ultimo.

Questa situazione entro certi limiti (pochissimi eventi e di breve durata) è fisiologica ma quando gli episodi sono frequenti, intensi ed in presenza di alcune condizioni anatomiche, danno origine a questa malattia.
I sintomi possono essere “esofagei” (bruciore, dolore retrosternale ecc.) e/o “extraesofagei” cioè in sede diversa dall’esofago (tosse, laringite, disfonia, erosione dei denti, otiti ecc), quest’ultimi spesso diagnosticati dall’otorino.
Alcuni fattori di rischio sono: obesità, fumo e gravidanza.
È importante non trascurare nessun sintomo ma rivolgersi al proprio medico e seguire sempre la terapia prescritta, anche perchè si possono avere gravi complicanze.
Inoltre è utile seguire alcuni semplici consigli come evitare i cibi che per vari motivi possono aumentare le possibilità di reflusso, quali caffè e thé in quantità eccessive, cioccolato, alcool, bevande gasate, succhi di frutta, cibi speziati e piccanti, aglio, cipolla, menta, agrumi, pomodoro, conserve di pomodoro, cibi grassi (fritti, insaccati, carni grasse, formaggi stagionati, panna, margarina o burro, latte, dolci con creme), brodo di carne e dado.

È consigliato mangiare lentamente e masticare bene, fare una cena leggera, preferire pasti piccoli e frequenti, da 3 a 5 al dì.
Durante i pasti mantenere una postura eretta e aspettare almeno due o tre ore prima di coricarsi.
Sollevare la testata del letto di 10-20 cm aiuta a mantenere l’esofago in posizione verticale anche se si è sdraiati e impedisce la risalita di materiale acido.
Dormire con due cuscini può non essere sufficiente è più utile posizionare un rialzo sotto i piedi del letto o un cuneo di legno sotto il materasso, per evitare di assumere una posizione che aumenti la pressione sull’addome. In presenza di sovrappeso e obesità è bene ridurre il peso e la circonferenza addominale con un’alimentazione sana e regolare attività fisica.
È utile evitare l’esercizio fisico o lavori pesanti subito dopo aver mangiato e indumenti stretti che aumentano la pressione intraaddominale. Inoltre è bene smettere di fumare.

Vi ricordo che queste informazioni hanno uno scopo esclusivamente informativo, in nessun caso possono sostituire diagnosi e trattamento personalizzati e il rapporto diretto medico-paziente.
Quindi si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico e dello specialista.

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