Sul valore e la bellezza della poesia
di III B Liceo Classico Nuoro
Guido Peyron, Ritratto di Aldo Palazzeschi (particolare) (1929), Firenze, Palazzo Pitti
4' di lettura
14 Giugno 2023

Muoiono i poeti
ma non muore la poesia

perché la poesia
è infinita
come la vita.

(Aldo Palazzeschi, Congedo)

La poesia, sia nel mondo classico latino e greco sia oggi, è una forma testuale molto usata, che per la sua eleganza e il suo contenuto rende naturalmente notevoli e appagate le persone che la “adottano”, infatti essa è uno strumento per comunicare ciò che nella quotidianità non si riesce a dire, con le figure retoriche e la metrica, opportunamente scelte e adattate. “Adottare” la poesia non solo significa attuarla come forma, ma renderla propria, interiorizzarla. Ed allora le parole vengono alla luce, hanno vita, come la nascita di un bambino. È una libera espressione di ciò che si sente dentro e la capacità di saperlo trasmettere nel modo più naturale e fedele. La poesia può essere una miniera piena di diamanti. Può insegnare, affascinare e divertire. Insieme alla pittura è in qualche modo la forma più nobile di raccontare qualcosa, poiché nella poesia come nell’arte l’autore esprime un concetto secondo una sua rielaborazione personale, facendo emergere la propria interiorità, la propria visione. Un modo quindi di esprimere emozioni, fantasie, sentimenti e idee in versi. Il poeta le esprime catturate in un certo istante, quando tutte le sensazioni non riescono più a essere contenute nella sua mente e quindi vanno liberate, per alleggerirsi dal dolore (concetto strettamente connesso al tema tipicamente greco della καθαρσις, la libertà dalle emozioni negative), o per condividere la felicità che esse provocano. 

La poesia mostra l’intimità di un poeta, trasmettendone le emozioni: Aldo Palazzeschi nella poesia Chi sono? significativamente scrive: «Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente». Ed allora la poesia non ha età: può essere sempre attuale anche se scritta tre secoli fa. La particolarità della poesia rispetto agli altri generi letterari è la sua incisività. Il poeta sceglie accuratamente delle parole che trasmettano profondi messaggi anche in pochi versi, con un ritmo che dà il vero valore al testo della poesia, in quanto permette alle parole di penetrare nell’animo del lettore. Più di tutto è forse il ritmo dato alle parole che ne rivela il vero significato. Per l’importanza comunicativa che ha e la bellezza che assume, molti poeti antichi sentono l’esigenza di invocare una divinità protettrice che li ispiri, dalle Muse a Eros. 

E i contenuti?  Se da un lato troviamo la poesia “impegnata” di autori come Lucrezio con la poesia epico-didascalica, o Ennio, citato da Cicerone nell’opera Pro Archia come suo poeta prediletto, quindi una poesia che ha come scopo principale quello di insegnare, trasmettere un messaggio al pubblico, con stile aulico ed elevato, dall’altro troviamo i cosiddetti poetae novi, quali Catullo, o Saffo, che esaltano nella poesia il valore della soggettività, del sentimento amoroso. Cicerone affermava che la poesia avesse una sorta di sacralità (essa rende immortale ciò che viene cantato) e funzione educativa. Ieri come oggi, come ci insegnano i classici, la poesia è una forma artistica fantastica, tale da destare in noi meraviglia e coinvolgimento autentico. 


A cura degli alunni della classe III B del Liceo Classico “G. Asproni” di Nuoro:

Nicola Alpigiano, Francesca Capurso, Fabiola Carta, Beatrice Delpiano, Stefano Deriu, Marta Dessena, Emma Gaias, Rosella Fronteddu, Gianmario Mureddu, Giuseppe Obinu, Emanuele Pinna, Marisa Piras, Pasquina Salis, Komil Teresa Singh, Paola Vilia, Angelica Zanda 

Coordinamento didattico: Venturella Frogheri

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