Aborto: quando si bara sull’evidenza e altro
di Francesco Mariani

24 Aprile 2024

3' di lettura

Il pregiudizio ideologico di cui si nutre tanta parte della politica e dell’informazione italica non tiene conto del grottesco in cui cade. Manomette anche l’evidenza. Fa apparire come scandalo l’ovvio ed il ragionevole. 

Partiamo da un fatto preciso. Con un emendamento al dl Pnrr, passato in Commissione Bilancio, a firma di Lorenzo Malagola di FdI, si prevede che le Regioni, nell’organizzare i servizi dei consultori, possano «avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche del coinvolgimento di soggetti del terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità». Detto più semplicemente: le associazioni pro-vita, se le Regioni lo riterranno opportuno, potranno avere un loro spazio nei consultori. Immediate le reazioni ideologiche e mistificatorie dell’opposizione parlamentare e cultural servente. 

I rappresentanti M5S nelle commissioni Affari Sociali di Camera e Senato gridano: «Viviamo in un Paese in cui il diritto all’aborto, all’interruzione di gravidanza è già sotto attacco, in cui è già difficile accedere alla pratica, in cui le donne devono viaggiare fuori provincia o addirittura fuori regione per riuscire ad abortire».

Dal Pd arrivano le critiche di Silvia Roggiani e Marco Furfaro (responsabile welfare del partito): «Questo governo continua nella sua battaglia contro le donne e contro i loro diritti e lo fa attaccando, in primis, la legge 194 e il diritto all’interruzione di gravidanza. È vergognoso».

Critica anche la presidente Alessandra Todde che ha detto: «Quello che trovo inaccettabile e che mi preoccupa è che si continui a rifiutare il fatto che le donne possano decidere del proprio corpo, decidere in un momento così delicato cosa fare della propria vita».

Mentono sapendo di mentire. E spiego perché. L’emendamento è stato inserito in modo discutibile nel Pnrr ma non modifica minimamente la 194, anzi la applica nella sua interezza. Di questa legge si parla spesso e volentieri a vanvera, ma non la si conosce. All’art. 2 dice: «I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato». Esattamente quello che l’emendamento governativo vuole rendere realtà. 

Da sottolineare che le Regioni possono avvalersi delle associazioni pro-vita ma non sono obbligate

Altra considerazione: l’emendamento fa riferimento a «soggetti del terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità». L’espressione “sostegno alla maternità”, nel linguaggio del politicamente corretto, può essere intesa in vario modo. Non a caso nei documenti dell’Onu viene usata la dicitura “tutela della salute sessuale e riproduttiva” per indicare l’aborto. Quelli che si lamentano, anziché sbraitare, potrebbero servirsi di quell’emendamento per essere presenti anche loro nei consultori. Invece si danno la zappa sui piedi e strillano contro chi ha prodotto la zappa.

Uno dei dogmi degli abortisti è la libertà della donna, la sua autodeterminazione. Ma non esiste libertà senza opzioni, senza possibilità di scelta. Con buona pace per il pensiero unico dominante.

Condividi
Titolo del podcast in esecuzione
-:--
-:--