Verso il convegno diocesano

Dopo l’apertura del cammino sinodale nelle chiese locali poco più di un mese fa, il prossimo 27 novembre si terrà nei locali dell’hotel Marina Beach di Orosei il Convegno diocesano Per un cammino sinodale. Impariamo ad ascoltare. Scegliamo di ascoltarci. L’evento è aperto a tutti e vi parteciperanno in modo particolare i sacerdoti e i diaconi, i religiosi, le famiglie, i collaboratori pastorali, i catechisti e gli animatori, i docenti di religione cattolica e i componenti di associazioni, gruppi, movimenti.
Rosanna Virgili, biblista e docente nell’Istituto teologico marchigiano, guiderà la riflessione intorno al tema del’ascolto e del dialogo. «La Chiesa è sin dalla sua origine in cammino – afferma la relatrice –. Il suo fondatore, Gesù, è l’apripista: cammina e porta gli apostoli sulle strade». La professoressa rimarca quanto sia importante riprendere coscienza di questa identità specialmente dopo la pandemia, la quale «ha provvidenzialmente rivelato una situazione di crisi, dove molti si sono allontanati e altri sono ancora rimasti ai margini. Responsabilizzando tutti i laici, nella misura in cui sappiamo valorizzarne i talenti e scoprirne i carismi, sarà possibile dar voce a chi non ha voce». Nella celebrazione di apertura lo scorso 17 ottobre, durante l’omelia il Vescovo Antonello dichiarava: «Non c’è cammino sinodale se non lavorando per creare rapporti umani autentici e liberi, dove i sentimenti di accoglienza e di amore stanno al primo posto, anche quando questo comporta il rischio di rimetterci la faccia e la carriera, talvolta anche la vita».
Don Antonello Tuvone, vicario per la pastorale, ricorda che «se ogni convegno ecclesiale è una preziosa opportunità come cristiani appartenenti alla stessa diocesi per incontrarsi, l’appuntamento di fine mese lo è in maniera ancora più significativa perché, durante questo tempo del sinodo, è espressione concreta del nostro camminare insieme». Al fianco del giovane sacerdote Luisella Cossu, anch’essa referente della diocesi per il cammino intrapreso: «Sarà importante non per fare indagini statistiche o riflessioni sociologiche: il percorso offrirà a ciascuno la possibilità di esprimersi».
Madre Maria Chiara Pinna, priora delle Benedettine di Dorgali, assicura la partecipazione spirituale della comunità monastica: «L’ascolto favorito dal silenzio e dalla preghiera non è mai virtuale ma reale, “in presenza”, giacché ogni fratello è accolto ed è presente, ascoltato nel cuore e con il cuore per presentarlo a Cristo».
«L’Ac dovrà essere presente e portare significativi contributi di riflessione, il Papa l’ha definita “palestra di sinodalità”! – dichiara ancora il presidente diocesano di Azione cattolica, Giovanni Fois –. Questo costituisce una significativa caratteristica e un compito che siamo chiamati a testimoniare e vivere dentro la nostra Chiesa locale».
Anche Manola Torretta, referente per l’Agesci della zona di Nuoro, riconosce che il tema dell’ascolto «è centrale nel metodo educativo scout per vivere al meglio la relazione caporagazzo. Siamo chiamati ad ascoltarerichieste silenziose di bambini, adolescenti, ragazzi che sperano di trovare negli adulti comprensione, sostegno, incoraggiamento e libertà di esprimersi».
A nome del Rinnovamento nello Spirito, Florin Saba è convinto che il cammino sinodale «ci inserisce in un clima di ascolto che ci permette di poterci relazionare in modo costruttivo. Ascoltare Dio – dice ancora – significa obbedirgli, ascoltare l’altro significa scegliere di non essere il protagonista nella relazione».
Infine, Francesca Boi, catechista e delegata diocesana per l’Ufficio scuola, afferma: «Camminare insieme è fondamentale, per questo i docenti di religione si sentono chiamati a vivere in pienezza nella comunità diocesana il percorso sinodale in atto».

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