Il Vescovo, il sindaco di Nuoro e il commissario della Provincia accanto al Papa al termine dell’udienza (photo © Vatican Media)
Nuoro dal Papa nel nome di Grazia
di Francesco Mariani

13 Aprile 2022

3' di lettura

Mercoledì 30 marzo, a conclusione dell’Udienza generale nell’aula Paolo VI, Papa Francesco ha incontrato una delegazione del Comitato che cura le celebrazioni deleddiane. Delegazione guidata dal presidente della Regione Christian Solinas. La visita è stata organizzata dal presidente della Conferenza episcopale sarda e nostro Vescovo mons. Antonello Mura.

Eccellenza, quale è stato il suo ruolo in questa missione?
«È stato quello di rispondere a un invito della Provincia di Nuoro e del suo commissario, Costantino Tidu, che mi ha chiesto se potevo favorire un incontro con il Papa per presentare a Lui un dono in ricordo dei 150 di Grazia Deledda. Un artista sardo aveva preparato infatti una statuina che raffigura la scrittrice. Da quel momento mi sono messo in contatto con la Casa pontificia e abbiamo stabilito la data all’interno dell’udienza. Alla delegazione, i cui nomi sono stati indicati da Tidu, ho aggiunto il Vicario generale e l’economo della Diocesi. Il presidente della Regione è stato coinvolto insieme al sindaco di Nuoro dal commissario della Provincia».

Prima di presentare al Papa la delegazione ha avuto l’occasione di un breve incontro personale con il Pontefice, cosa vi siete detti?
«Ci siamo incontrati perché nell’aula i vescovi siedono vicino al Papa e al termine dell’udienza generale c’è sempre uno spazio per un dialogo personale. Oltre a dirgli della delegazione ho ricordato brevemente la religiosità di Grazia Deledda e, soprattutto, gli ho affidato il nostro cammino ecclesiale sinodale e la prossima beatificazione di padre Giovanni Antonio Solinas, consegnandogli una pubblicazione di don Salvatore Bussu, uscita anni fa, sulla sua vita. Il Papa conosce bene la storia del suo martirio in Argentina così come mi ha confermato la postulatrice della causa di beatificazione. Infine gli ho detto che a nome della Diocesi offrivamo un gesto economico di attenzione ai poveri, soprattutto a coloro che in questo momento hanno bisogno della carità del Papa».

Avete avuto modo di scambiare qualche giudizio o preoccupazione sulla situazione sarda?
«Con il Papa no, così come nessun altro della delegazione ha avuto il tempo di parlargli.Presentando a lui ogni componente della delegazione ho indicato anche il ruolo che svolgevano. C’è stata tanta cordialità e al Papa sono stati presentati anche dei doni.Dalla Regione un medaglione con lo stemma e dalla Provincia, oltre alla statuina, anche un dono economico. Grazia Deledda è stata ricordata anche con la consegna del libro di Salvatore Bulla, che mette in evidenza in modo approfondito la sua religiosità».

Con il presidente della Regione ha avuto modo di parlare della situazione dell’Isola.
«Non era il momento e, al di là dei saluti, eravamo concentrati sull’incontro con il Papa, che per tutti ha rappresentato un momento di autentica commozione».

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