Museo Nivola, i programmi per il 2021

Foto di Cédric Dasesson

Arte internazionale e cultura locale, il binomio continua a ispirare gli eventi del Museo Nivola per il 2021. Dal 27 marzo al 13 giugno Peter Halley, figura chiave del Neo Concettualismo americano affermatosi negli anni Ottanta, realizzerà un progetto diretto a trasformare lo spazio espositivo del museo, un antico lavatoio pubblico dalle forme e proporzioni simili ad una chiesa. Halley rivestirà interamente l’ambiente con le sue composizioni digitali, creando un’esplosione di colore fluo che investirà il visitatore, producendo un forte contrasto con il candore abbagliante del cortile e degli edifici del museo.
Seguirà in estate la mostra di Nairy Baghramian, scultrice iraniana che vive a Berlino. Le sculture di Baghramian, dalle superfici tattili e colorate, hanno forme astratte, ma al tempo stesso sono cariche di allusioni alla corporeità, al design e alla storia della scultura; toccano temi legati al genere, all’identità, alla capacità degli spazi di veicolare ideologia. A Orani, l’artista si confronterà con l’opera di Costantino Nivola, prendendo spunto da un aspetto della scultura di Nivola che ne riassume bene il messaggio sociale: i playground.
Il programma espositivo del 2021 si chiude in autunno con Daniel Buren, uno dei padri dell’arte concettuale storica. Con la mostra di Buren il Museo Nivola riprende il filo della riflessione sul concettualismo avviata nel 2019 con la mostra di Lawrence Weiner.
Spazio anche a tre giovani fotografi in residenza: Valeria Cherchi, Paolo Ciriegia, Vittorio Mortarotti. Il progetto, a cura di Antonella Camarda e Giangavino Pazzola, parte da una poesia di Nivola, in cui l’artista esprime il desiderio di “poter restare fermo” come una pianta, invitando così ad abbracciare i ritmi lenti della natura in opposizione alla frenesia del vivere contemporaneo.
Previsti progetti anche lontano da Orani. Tramite un accordo con la Fondazione Nivola, il Comune di Sassari ha affidato al Museo Nivola la gestione per i prossimi due anni del Padiglione dell’Artigianato di Sassari. Il Padiglione è una bella architettura anni Cinquanta, al centro di un parco, ed è un edificio simbolo della rinascita dell’artigianato sardo nel secondo dopoguerra.
Sempre sull’artigianato e il design si incentra il progetto Tempo artigiano, nato da una collaborazione con il Comune di Sarule. Il progetto, che vedrà il designer Giulio Iacchetti dialogare con un gruppo di artigiani e artigiane di Sarule, esplora il concetto di tempo proprio dell’artigianato: il tempo lento della manualità, del rapporto con i materiali e della loro elaborazione, ma anche il tempo dell’esecuzione diretta, un tempo veloce, se confrontato a quello necessario all’industria per trasformare un progetto in prodotto seriale.

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