L’eterno fascino di Dante Alighieri

Questo 2021 rappresenta un anno importante per la letteratura italiana. Sarà infatti un’annata ricca di celebrazioni, su tutto il territorio nazionale, dedicate ai 700 anni trascorsi dalla morte di Dante Alighieri. Ma i giovani del Nuorese sono ancora attratti dal padre della lingua italiana? Lo abbiamo chiesto a due docenti di Lettere di differenti licei nuoresi: Virginia Mariane del Liceo delle Scienze Umane e Musicale “Sebastiano Satta” e Sergio Vorticoso del Liceo Scientifico “Enrico Fermi”.
Gli studenti di oggi dell’ex istituto magistrale sembrano rispondere positivamente al fascino della letteratura dantesca: «Non credo che i ragazzi di oggi siano lontani da questa figura. Nonostante ci separino tantissimi secoli dal tempo in cui visse Dante – spiega Virginia Mariane – trovo che questo autore sia sempre attualissimo e piaccia ai ragazzi. L’Inferno col suo linguaggio figurato e allegorico li ha colpiti e penso che quando la poesia è veramente universale arriva a tutti, anche a quei ragazzi solo apparentemente disinteressati che con le terzine hanno potuto vivere in prima persona scenari fantastici di solito vissuti davanti a un computer». Ma come ci si innamora di Dante nel 2021? «I media ci danno mille suggerimenti per insegnare Dante. Io – afferma ancora la professoressa – parto però sempredall’inquadramento storico per contestualizzare meglio l’autore e la sua opera. Nonostante la didattica a distanza trovo che l’interesse e la curiosità dei ragazzi non sia diminuita, tutt’altro. Per concludere lo studio dell’Inferno, ad esempio, i ragazzi della mia quarta lo scorso anno hanno disegnato, colorato e prodotto il prototipo di due giochi da tavolo su Dante. Sì, penso che possa essere un esempio per i nostri ragazzi per il fervore e la passione che metteva nel fare le cose sia come poeta che come cittadino impegnato. È infiammato – conclude – come lo sono i nostri ragazzi quando si innamorano per la prima volta e quando affrontano ciò in cui credono. Perché non è vero che i giovani di oggi non abbiano ideali, sogni, menti aperte e critiche, hanno solo bisogno di un Virgilio o di una Beatrice che li affianchi».
Anche al Liceo Scientifico, benché i numeri siano la passione di tendenza, gli studenti sembrano ancora affascinati dalla bellezza dell’opera dantesca: «I giovani sono ancora affascinati da questo intellettuale – dice Sergio Vorticoso – ma bisogna porre ai ragazzi una domanda: “Perché, a distanza di centinaia di anni, si studia ancora Dante”? Dalle risposte, anche quelle più fantasiose, si inizia un percorso graduale di avvicinamento prima di tutto all’uomo, affinché gli studenti non lo percepiscano come un estraneo. Successivamente, attraverso testi scelti e accattivanti, si avvicinano i ragazzi ai messaggi contenuti nelle sue opere». Ma quali sono i temi più coinvolgenti? «I giovani sono molto sensibili al tema dell’amore. L’amore cantato da Dante verso Beatrice o quello tra Paolo e Francesca – dice l’insegnante del Fermi – sono i motori che accendono la curiosità dei nostri ragazzi. Oppure pensiamo a quanto i giovani siano affascinati dall’horror. La cantica dell’Inferno ci offre un catalogo di punizioni degne della fantasia di un moderno regista».
Qual è il più grande insegnamento che Dante lascia ai giovani di oggi? «La conoscenza di Dante è importante perché può aiutare a ritrovare se stessi e a misurarsi con valori che i tempi moderni stanno calpestando come quello dell’umiltà, del rispetto, del rigore, della carità, della giustizia. È vero – conclude il professor Vorticoso – che il tempo ai nostri ragazzi viene sottratto dalle nuove tecnologie che, però, non vanno demonizzate ma solo impiegate meglio. Questa consapevolezza la si può avere solo se si viene guidati ad essere padroni di se stessi. Come Dante, guidato da Virgilio e Beatrice ha intrapreso un viaggio di purificazione spirituale e di crescita, noi docenti dovremmo guidare i nostri allievi a compiere un percorso simile affinché si liberino delle zavorre».
Insomma, cari ragazzi, è lo stesso Dante a darci da secoli il più importante dei suggerimenti: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
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L’immagine: Dante ci guarda, di Milo Manara. Opera per la mostra collettiva “Uno, nessuno e centomila volti” (edizione 2019) di Bonobolabo in compartecipazione con il Comune di Ravenna. A destra: Il saluto di Beatrice (particolare), di Dante Gabriel Rossetti (1880-1882)