La novena straordinaria alla Madonna delle Grazie

Inizia questa sera la novena straordinaria alla Madonna delle Grazie alla quale la città chiede di intercedere per abbattere l’emergenza coronavirus. Si tratta di un fatto storicamente rilevante considerato che si tratta della seconda volta nella storia del Santuario che questo accade. La prima fu proprio quella del 1812 quando il capoluogo barbaricino chiese protezione alla Vergine per arginare l’epidemia di peste. Tutta la città ha voluto partecipare all’invocazione alla Madonna delle Grazie annunciata qualche giorno fa dal vescovo Antonello, dal capitolo della Cattedrale e dal collegio dei parroci della città.
Ieri mattina il sindaco Andrea Soddu in rappresentanza di tutta la cittadinanza, si è recato personalmente al santuario per accendere, con il parroco delle Grazie padre Giuseppe Magliani, il cero sotto l’altare dove è custodito il simulacro della Vergine. Il cero rimarrà acceso per tutta la durata della novena: «Un gesto importante – ha affermato il primo cittadino – che richiama la protezione della Madonna sulla nostra città. Un gesto che ha un forte valore di unione tra la chiesa diocesana di Nuoro e tutta la comunità che da secoli si affida alla Vergine delle Grazie».
La novena straordinaria comincerà questa sera e durerà fino al 25 marzo (solennità dell’Annunciazione), sarà proposta dalla Cattedrale in diretta su Radio Barbagia a partire dalle 19.15 per consentire a tutti di poterla seguire dalle proprie case in questo periodo di emergenza.
Particolarmente intensa la riflessione del parroco delle Grazie padre Giuseppe Magliani: «In questi giorni pensavo a come è strano questo tempo – ha detto il sacerdote -. C’è il sole e fa caldo: sono i segni della primavera. Ma le strade sono deserte, solo un silenzio assordante. Le chiese sono aperte, ma vuote. Il tempo scorre lento e ci conduce nel cuore di una quaresima tutta particolare. È il tempo della paura e della prova. Eppure è un tempo di grazia: un tempo da vivere nella fede e nella solidarietà. È importante sentirci vicini e volerci bene. La Pasqua del Signore ci sta davanti e si avvicina. Quest’anno sarà una Pasqua diversa. Il Signore dona a tutti noi la certezza che ci sarà ancora un terzo giorno: quando la vita risorgerà. Viviamo questo tempo con la fede forte e fragile del discepolo, accompagnati dalla certezza che Dio è con noi.  Non siamo soli. Lui è accanto a noi in ogni persona: in chi soffre, nei medici e infermieri che sono accanto ai malati, nel sorriso di un bimbo e nelle lacrime di una madre. Ieri mattina ero accanto al sindaco che accendeva la lampada davanti all’altare della Madonna delle Grazie. Un gesto antico e caro al cuore di ogni nuorese. Lo fecero i nostri padri secoli fa. Quella fede è ancora accesa nel cuore dei giovani di oggi, di una città, di un popolo. Quella lampada accesa ci ricorda che, anche nel buio, brilla la sua luce in mezzo a noi. Nonostante le nostre povertà, infedeltà e ipocrisia Dio è con noi. A tutti offre un tempo e una possibilità di tornare a Lui e di sconfiggere non solo il coronavirus, ma soprattutto il “virus” dell’egoismo e della solitudine, dell’orgoglio e della prepotenza. Allora verrà ancora la stagione degli abbracci e, soprattutto, di guardare l’altro con occhi nuovi, rigenerati dall’amore. Il bambino che è in braccio a Maria, sembra ripetere a ciascuno, oggi: “sono io che parlo con te”! Nel silenzio, proviamo ad ascoltare la Voce».

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