Inps solo per geni dell’informatica

Il caso dell’Istituto nazionale di previdenza – posto che recarsi fisicamente agli sportelli è spesso inutile – è quello di una burocrazia tutta digitale e che per di più danneggia maggiormente le famiglie, specie quelle più vulnerabili. A partire dal governo Renzi sino all’ultimo guidato da Giuseppe Conte, sono stati ideati diversi contributi o bonus, alcuni discutibili altri meno, in particolare durante il periodo più duro della pandemia. Pensiamo ai bonus per gli asili o al voucher babysitting così importanti per le coppie di lavoratori con figli. La procedura tutta telematica prevede l’accesso al portale web inps.it, al quale occorre registrarsi per ricevere un pin, la ricerca delle prestazioni scelte con la compilazione di form vari.
Farraginoso risulta il vero e proprio caricamento dei documenti come ricevute e fatture che, una volta capito dove allegarle, non devono superare un certo “peso” in modo da poter essere accettatedal sistema. Operazioni complicate per chi non
ha dimestichezza con l’informatica così come complicata – nel caso del voucher per baby sitter – è la doppia registrazione di “utilizzatore” e “prestatore” e l’inserimento delle ore lavorate. Parentesi: i famosi 600 euro erano lordi, naturalmente.
Nei giorni immediatamente successivi all’annuncio del beneficio per le famiglie, com’è accaduto anche recentemente, i terminali risultano intasati, lenti o addirittura inaccessibili.
Tutto sembra congiurare affinché i malcapitati finiscano per rinunciare alla compilazione delle domande.

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