"Il mercante di stoffe" in scena al Santuario di Lula
Francesco tra l’Umbria e Lula. “Il mercante di stoffe” di Matteo Corrado in scena al Santuario
di Franco Colomo

9 Maggio 2023

5' di lettura

Lula - Tra gli eventi collaterali per la festa di maggio nel santuario di San Francesco a Lula, un piacevole successo ha riscosso la performance teatrale di e con Matteo Corrado. L’attore, ballerino e coreografo ha portato in scena, sul piazzale accanto alla chiesa, il suo “Il mercante di stoffe”, dedicato alla figura di San Francesco. La vallata illuminata dal tramonto alle sue spalle per uno scenario naturale impareggiabile. E tanta emozione.

«Questo spettacolo – ci racconta Matteo – ha già avuto oltre venti repliche girando tutta l’Umbria e non solo, ma l’esperienza al Santuario di Lula, dove mia bisnonna era custode ai primi del Novecento, nel paese dove io sono nato e ho vissuto e dove ho ancora dei parenti, è stata bellissima. In questa atmosfera, immersi nel silenzio, mi ha colpito l’emozione che tutti hanno provato. È difficile – prosegue – trovare un pubblico così educato anche nei teatri, ha assistito alla performance – un’ora in cui ho recitato, cantato e ballato – in silenzio. Sono molto felice».

Quello di Matteo con la Sardegna è un legame fortissimo. A Lula sua nonna aveva l’unica tabaccheria del paese. Sua madre, maestra, è nata qui. Suo padre invece, originario della Basilicata, ha diretto le Poste a Siniscola. Anche nel paese della Baronia l’artista ha lasciato tanti ricordi e tanti siniscolesi lo hanno omaggiato assistendo al suo spettacolo e convincendolo a portarlo in scena anche nella chiesa parrocchiale due giorni dopo la serata al santuario di Lula. «A Siniscola – prosegue il racconto – sono stati i miei vecchi compagni di scuola a convincermi ad una replica non prevista, è stato bello esibirmi nella chiesa dove ho fatto il chierichetto, la Prima comunione, dove ho ancora tanti amici. Si è chiuso un po’ il cerchio».

Ma come mai è così presente la figura di Francesco nella sua vita? La ragione è ancora una volta nelle scelte familiari. «Mio padre – ricorda Matteo – ha voluto riavvicinarsi a casa dopo l’esperienza in Sardegna, era il 1973 e mia madre gli disse: “Se vogliamo andare in continente andiamo in Umbria, che è la patria di San Francesco”. Quindi questo Santo che era presente dall’inizio nella nostra vita attraverso il Santuario di Lula è rimasto con noi. Da cinquant’anni vivo a Terni».

Matteo Corrado

Singolare è la nascita di questo spettacolo: «È nato durante la pandemia – racconta Matteo -, ero solo in casa è mi è capitato tra le mani un libro su San Francesco. Ho iniziato a lavorare e in dieci giorni ho scritto tutto lo spettacolo pensando di proporlo online. Poi fortunatamente la pandemia è passata e l’ho portato in teatro».
E quello che si mostra al pubblico è un profilo particolare del Santo. «Porto in scena un San Francesco diverso, parlando della sua conversione utilizzando la metafora della stoffa e dei colori. Le stoffe non parlano tra loro ma comunicano, così dovrebbe essere anche per gli uomini. Per Francesco i colori avevano un’anima e io li utilizzo per raccontare fasi e aneddoti della sua vita: con il bianco parlo della neve, delle nuvole, con il celeste parlo dell’acqua, con il rosso del sangue e dei cavalieri, con il marrone della povertà. Alla fine, come recita una frase che ho scritto per lo spettacolo: “La stoffa bella non ha colore, la stoffa bella è quella dell’amore”, questo vorrei rimanesse».

L’arrivo dello spettacolo in Sardegna grazie al Vescovo di Terni, monsignor Francesco Soddu, lui pure sardo, che ha messo in contatto l’artista con il Vescovo di Nuoro monsignor Antonello Mura. «Lo ha chiamato davanti a me e gli ha detto “Antonello ti devo far parlare con Matteo che è di Lula, un amico regista. Ho visto il suo spettacolo, te lo vorrei far conoscere”. Poco dopo m’ha chiamato monsignor Mura e ci siamo messi d’accordo per incontrarci a Nuoro. Così condividendo il progetto abbiamo deciso la data, purtroppo non è stato possibile realizzare lo spettacolo a Nuoro ma spero si possa fare in futuro. Tra l’altro ho nel cassetto un progetto su Grazia Deledda, chissà che non possa concretizzarsi».

Il cammino del “Mercante di stoffe”, intanto prosegue: «Prossimamente mi esibirò a Perugia, all’Aquila, a Roma, tra poche settimane anche in Norvegia, ma averlo fatto qui – conclude Matteo Corrado – è stata un’altra cosa».

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