ET. Entra nel vivo la competizione con il sito olandese di Limburgo
di Giuseppe Pinna
30 Marzo 2023

Qualche giorno fa, con la visita del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini a Sos Enattos, un altro tassello importante si aggiunge al puzzle che porterà, tra qualche anno, alla scelta del sito destinato ad ospitare l’osservatorio per le onde gravitazionali chiamato Einstein Telescope.

Lo stesso Ministro ricorda, durante la visita, che, con 50 milioni di risorse del Pnrr, il governo ha finanziato la costituzione di Etic (Einstein Telescope Infrastructure Consortium). Il nuovo soggetto, che riunisce alcune università (tra le quali anche quella di Cagliari) ed enti di ricerca nazionali, dovrà sostenere la candidatura italiana a ospitare l’Einstein Telescope, uno dei più grandi e ambiziosi progetti di interesse strategico per l’Europa. Entro i prossimi 30 mesi, Etic si occuperà della preparazione e della realizzazione dello studio di fattibilità e della caratterizzazione del sito della miniera dismessa di Sos Enattos, nel comune di Lula, e della creazione di una rete di laboratori di ricerca per lo sviluppo delle tecnologie che saranno adottate dal nuovo osservatorio gravitazionale.

La sfida per la scelta del sito che ospiterà il rilevatore di onde gravitazionali sta entrando dunque nel vivo della competizione ed è destinata a proseguire fino al 2025: da una parte la miniera dismessa di Sos Enattos; dall’altra la provincia del Limburgo, in Olanda, al confine con Belgio e Germania e non lontana da Maastricht.

Naturalmente la scelta non si baserà solo su fattori scientifici ma verranno anche presi in considerazione aspetti economici, politici e sociali. È certamente una bella sfida che contrappone un territorio scarsamente infrastrutturato come quello del centro Sardegna ad una delle zone più industrializzate dell’Europa: posizionata, come per un miracolo, tra i tre Paesi europei.

Oggi noi possiamo portare in dote solo le eccezionali caratteristiche del sito, date da una assenza pressoché totale di fenomeni sismici ed una scarsa antropizzazione. Dall’altra parte ci troviamo a competere con una regione dell’Europa, anche se molto antropizzata e con molte ferrovie ed autostrade, che vanta eccellenti collegamenti con tutto il mondo, centri di ricerca, industrie. Altro aspetto da non trascurare: non vuole cedere neanche di un centimetro su questo progetto strategico.

Einstein Telescope non vuol dire soltanto la costruzione di una infrastruttura imponente; vuol dire, soprattutto, parlare di grossi investimenti: la ricerca di nuove tecnologie per la costruzione del laboratorio stesso, studi nel campo della meccanica, della fotonica, della criogenia e dei super computers, solo per citarne alcuni.

La sfida non è solo tra nazioni europee; la vera sfida è quella dello sviluppo delle tecnologie poiché molte delle cose che serviranno ad ET ancora non sono state realizzate.

Allora è necessario fin da ora sforzarsi per creare quella coesione che serve a vincere la sfida e far sì che il progetto si sviluppi in Sardegna: creare competenze e colmare il distacco tra i due siti candidati.

Naturalmente vediamo anche come in questa Europa non esista un principio di sussidiarietà e come i paesi del Nord continuino a esercitare la loro influenza politico-economica non per far colmare il divario con altri paesi ma anzi per aumentarlo, Noi non dobbiamo dare nulla per scontato e proprio per questo dobbiamo fin da ora, lavorare tutti i giorni e tenacemente perché questo sogno diventi realtà.
Forse lo studio dei buchi neri è l’unico pozzo senza fondo nel quale vale la pena investire i soldi.

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