Immersi nella luce del tramonto sulla cima di Gonare (photo by Franco Colomo)
Catasto regionale sentieri, l’impegno di Regione e Forestas per le comunità
Parla Alessio Saba (Forestas), responsabile della Rete escursionistica della Sardegna Tavolo tecnico regionale, che ha partecipato all'evento "Noi camminiamo in Sardegna"
di Franco Colomo

9 Ottobre 2023

6' di lettura

Dopo anni di grandi investimenti ma poco coordinati, oggi la Sardegna ha la grande opportunità di potenziare la propria rete escursionistica. Lo dice con convinzione l’ingegnere Alessio Saba, responsabile della Rete escursionistica della Sardegna Tavolo tecnico regionale, che ha partecipato in rappresentanza di Forestas all’evento “Noi camminiamo in Sardegna”.

«Fino al 2017 – ricorda Saba – non avevamo neanche la definizione di legge di sentiero. Nel 2018 abbiamo avuto il primo regolamento ed è iniziato la costruzione del Catasto Regionale Sentieri. Questo è come se avesse fatto accendere tra le migliaia di chilometri di possibili camminamenti un primo migliaio che sono diventati l’ossatura della rete escursionistica. Adesso stiamo lavorando con piani di sviluppo triennale e nel prossimo raggiungeremo e supereremo i 3.000 km di rete accatastati. Il Catasto Sentieri non è un Catasto nel senso proprio, è un catalogo di percorsi ben recensiti, percorribili in sicurezza, con il grado di difficoltà a livello standard Cai nazionale. Nel camminare in questi giorni abbiamo notato delle carenze, l’itinerario spesso è costruito sulla carta o comunque è costretto a fare delle peripezie tra terreni privati, strade pubbliche, attraversamenti di strade provinciali e statali. Il senso della presenza di Forestas è quello di contribuire con il suo coordinamento su scala regionale ad aumentare il livello di sicurezza e la sovrapposizione tra gli itinerari turistici proposti come cammini e la rete escursionistica gestita come una infrastruttura di mobilità dolce».

C’è una buona notizia, intanto: «Abbiamo lavorato per due anni usando fondi Por, facendo degli investimenti di infrastrutture informatiche, e adesso – annuncia Saba – il Catasto Regionale Sentieri andrà online sul nuovo sito sardegnasentieri.it che è interamente pagato dalla Regione e gestito dall’assessorato al Turismo, Ambiente e da Forestas. A giorni, stiamo completando lo sviluppo dell’interfaccia, verrà pubblicata sui Play Store anche l’app Sardegna Sentieri che avrà una mappa interattiva dove è possibile vedere tutto: i cammini, i sentieri e anche i percorsi certificati per le disabilità con le tracce scaricabili, le descrizioni in più lingue, il roadbook, file di immagini e pdf scaricabili, tutto rilasciato in licenze aperte. Ogni singolo comune si troverà il catalogo dei propri sentieri già fatto e lo potrà incorporare nel proprio sito. È un’enorme innovazione in Sardegna perché mancava ed è un’altra grande sfida, questo catalogo dovrà crescere insieme alla rete escursionistica. Però per la prima volta l’intero patrimonio escursionistico, ciclo escursionistico, ippoviario di sentieri accessibili e di cammini è interamente visibile in una stessa mappa che poi si può scaricare anche offline usando il proprio Gps e smartphone, guardarla dal sito e navigare per categoria di sentiero o zoomando sulla mappa».

L’evento dedicato ai cammini – secondo Saba – «conferma che c’è ancora molto da lavorare ma che la direzione è quella giusta. Abbiamo un patrimonio enorme e un dovere fortissimo di metterlo a disposizione ma sappiamo anche che ogni comune, ogni territorio, ha bisogno di essere accompagnato, perché il singolo sindaco, la singola unione dei comuni o i Gal, da soli non possono avere il know-how e non possono ritrovarsi a fare da soli queste cose perché la rete morirebbe».

In passato, come detto, qualcosa è andato storto. Cita un esempio Saba: «Un po’ di tempo fa la regione Sardegna, come altre regioni, investiva male tantissimi denari per produrre itinerari che erano scoordinati da nord a sud, da un comune all’altro, la cartellonistica che veniva prodotta era diversa da luogo a luogo, non c’erano delle tracce GPS scaricabili e collaudate, non c’era il web quindi quei contenuti restavano spesso in brochure che poi diventavano obsolete, sbagliate e non si riusciva a ristamparle perché i dati non si ritrovavano. La segnaletica non aveva una manutenzione quindi ancora oggi girando in alcune aree di pregio della Sardegna troviamo vecchi cartelli per terra che sono il monumento di quella disorganizzazione. Ora abbiamo imparato dalle regioni più evolute e questo ci sta permettendo di avere questa opportunità, quindi nei territori non c’è un’opposizione, c’è una mancata comprensione talvolta di quanto sia importante. Manifestazioni come queste – sottolinea Saba – contribuiscono a far circolare le idee e a dare la consapevolezza ai territori di quanto sia fondamentale la lo sviluppo coordinato. Per questo nessuno può più permettersi di pensare solo al suo orticello anche perché la rete ha un altro bellissimo ideale, è una connessione, non può esserci connessione se si penso solo su scala comunale».

Il fatto che diversi amministratori dei centri coinvolti abbiano partecipato all’evento è significativo da questo punto di vista: «È un altro dei benefici effetti di questa manifestazione. Vedersi insieme, vedere il sindaci, fa percepire l’idea e fa capire anche che c’è una possibilità, finora poco esplorata, per le aree interne che è quella di valorizzare il proprio territorio creando occasioni per fruirne nel modo più lento possibile. Rallentare è anche il modo per aumentare le presenze, che altrimenti in queste aree sono un passaggio in macchina, un mordi e fuggi, invece abbiamo un territorio meraviglioso».

Ricorda Saba il motto di una campagna promozionale di qualche anno fa, diceva “Sardegna, quasi un continente”, «dovrebbe tornare a essere il nostro motivo. Perché la varietà tra le barbagie, tra un comune e l’altro dentro la Barbagia di Ololai ad esempio, sono delle cose che solo se ci cammini in mezzo, se ci passi ore e giorni, solo allora le avrai capite. E questo da sardo, da funzionario, da responsabile mi emoziona ed è quello che ispira anche noi dell’Agenzia Forestas. Ci crediamo molto, ci stiamo mettendo anche molta passione, la stessa che troviamo in questi cammini che però forse vanno un po’ presi per mano e guidati affinché i soldi che verranno spesi per siano spesi bene, ma stiamo lavorando anche all’interno della Regione in strettissimo raccordo e questa è la cosa positiva».

Dal punto di vista personale, per concludere, «ho scoperto – conclude Alessio Saba – un po’ di più un territorio che da sardo non conoscevo anche se c’ero stato altre volte. Anche la Barbagia è un territorio da amare».

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