Dai Paesi - Galtellì
Ragazzi in acqua per gli allenamenti. In basso: Roberto Dessy
Canoa Polo nelle acque del Cedrino
di Franco Colomo

2 Agosto 2023

6' di lettura

Galtellì - Nella confluenza tra il rio Sologo e il Cedrino, a pochi minuti dal centro abitato di Galtellì, addentrandosi nelle vie aperte tra i canneti si apre dinanzi a una piccola spiaggia il campo di Canoa Polo del Centro Canoa Valle del Cedrino. In un bollente pomeriggio di luglio i ragazzi sono in acqua sulle loro imbarcazioni, dalla spiaggia li segue e li guida Roberto Dessy, il torso imbrunito dal sole, il sorriso pronto, passione ed energia contagiose.

Nel gennaio del 2021 è nata quest’avventura. Dopo un primo anno di rodaggio, racconta Roberto, i primi eventi istituzionali con l’affiliazione alla Federazione italiana canoa kayak sino al bel traguardo di queste settimane che culminerà nei prossimi giorni a Napoli con i playoff del campionato italiano Under 14. «Questo risultato è stato possibile – sottolinea Dessy – anche grazie al riferimento e sostegno della società Canottieri Ichnusa di Cagliari e al gemellaggio con l’Academy Chiavari» il cui allenatore, impegnato ne campionato italiano di Serie A, darà una mano ai giovani atleti baroniesi. «Non dimentichiamo, naturalmente, – prosegue – il prezioso contributo di Luca Calandrino, presidente regionale della Federazione canoa kayak che non manca mai di garantirci il proprio appoggio per la nostra attività».

«Questa – spiega Dessy – è l’ultima trasferta dei campionati italiani, siamo quarti in classifica nazionale e non è poco di fronte a società che muovono un turnover enorme dei ragazzi e hanno una economia ben diversa dalla nostra oltre che un’esperienza di 100 o 120 anni. Siamo di diritto nei playoff e andremo a disputare un girone in cui giocheremo con le tre squadre più forti d’Italia, partiamo svantaggiati ma questo non significa che non possiamo giocarcela e ottenere anche una medaglia». 

Gli atleti sono una trentina quasi tutti di Galtellì più un paio di ragazze di Lula e altri due di Orosei. «Per un bacino d’utenza di 2500 persone – dice Dessy – non è poco. Abbiamo anche un’ottantina di soci ma sono l’amico idraulico o il pastore oppure geometra, che magari non vengono mai in canoa però per dare una mano contribuisco con la quota annuale. Anche se è poco messo insieme ci aiuta a dare il via soprattutto all’inizio dell’anno che è il periodo più difficile. Abbiamo qualche sponsor qui a Galtellì, un po’ ci sostengono tutti, parlo dai 10 ai mille euro, c’è stima, molto rispetto e molta considerazione forse anche perché sono ragazzi che rappresentano un po’ tutto il paese. A noi qui al fiume, per esempio, non tocca niente nessuno possiamo lasciare quello che vogliamo cosa che non accadrebbe altrove. Poi chiaramente ci sono i contributi che son dovuti a livello regionale, la regione Sardegna è una delle poche regioni che rimborsa quasi il 90% di quello che spendi almeno durante gli eventi istituzionalmente importanti come i campionati italiani, o la Coppa Italia». L’insularità, vale per singoli e famiglie come per le società sportive, non agevola gli spostamenti e ogni trasferta muove cifre importanti, specie quelle da preparare in alta stagione. 

Questo particolare sport, la canoa polo, si gioca 5 contro cinque e le squadre possono avere 10 atleti, con cambi volanti dalla linea di porta. Ci sono i rigori, punizioni, tiri d’angolo e falli laterali, si può paragonare a una sorta di pallanuoto giocata in canoa. È anche uno sport di contatto, infatti il regolamento prevede giubbottini e caschi. Addirittura ci si può anche spingere. I ragazzi sono tutti capace di fare il cosiddetto “eskimo”, vale a dire la manovra per riportare la canoa in posizione corretta dopo che questa si è ribaltata utilizzando la forza del corpo e la pagaia. «Bisogna essere padroni dell’imbarcazione – spiega Roberto – perché la parte bassa del corpo diventa un tutt’uno con la canoa. Dal punto di vista fisico la disciplina richiede una preparazione che generalmente si fa nei periodi di popoli invernali e poi dalla stagione agonistica continua in acqua. La preparazione atletica è importante come in tutti gli sport, sia per la forza, per la resistenza e per la velocità. Il nostro è veramente è pesante perché i tempi sono tempi effettivi da 10 minuti, poi diventano 12 o 13 ma in continuo movimento». 

L’Under 14 è la categoria più importante, la prima, poi ci sono naturalmente le serie maggiori, ma i più giovani sono le promesse, il futuro di questo sport: «Abbiamo ragazzi che hanno delle capacità fermo restando la preparazione atletica e chiaramente il fisico di un quattordicenne non è il fisico di un ventenne ma a parer mio sono tra i primi a livello nazionale almeno dal punto di vista tecnico sono capaci di movimenti che sono veri e propri virtuosismi». 

L’altro aspetto importante da sottolineare in questa avventura è quello sociale: «Intanto – tiene a ricordare Dessy – siamo tra i pochi ad essere convenzionati con il Tribunale dei minori per i lavori socialmente utili e svolgiamo un servizio che per me è importantissimo. Essendo il nostro un gioco a squadre avvicina i giovani, è uno sport di inclusione e in più è legato all’ambiente. Da quando abbiamo iniziato questa attività si trova sempre meno immondizia vicino al fiume, fungiamo anche da deterrente sotto questo punto di vista», e i ragazzi sono a contatto con la natura, letteralmente immersi.

I ragazzi sono felici e anche Roberto Dessy: «Lo faccio per passione e per nessun’altra ragione. Non c’è un ritorno economico». La soddisfazione più grande è vedere il sorriso sui volti delle ragazze e dei ragazzi. Domenica 6 agosto il Centro canoa ha organizzato un evento sul fiume con gli amici di Porto Torres e Cagliari per un mini torneo e un momento di convivialità in notturna, a partire dalle 18. A settembre Galtellì ospiterà un raduno in vista del trofeo delle regioni, ci saranno tecnici federali, sarà insomma un’altra bella vetrina per questo piccolo grande sport sulle acque del Cedrino.

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