Olbia prende il largo (photo by Aurelio Candido)
Università in Sardegna, Olbia ride e Nuoro piange
di Bachisio Porru

21 Dicembre 2023

8' di lettura

Nelle scorse settimane, i quotidiani regionali hanno riportato una cronaca dettagliata della grande crescita che sta registrando il Polo Universitario di Olbia. Formalizzato in Consorzio nel 2018, poi sottoscrive un Accordo di programma fra Regione Sardegna, Provincia di Sassari e Comune di Olbia, Università, Cipnes, Aspo, Geasar, Sinergest, Consorzio dell’area marina protetta, Istituto Euromediterraneo e Mater Olbia. 

Una offerta formativa in crescita
Ai corsi in Economia e managment del turismo, triennali e magistrali, aggiunge tanti altri corsi e centri di ricerca che fanno ormai di Olbia la principale sede universitaria sarda dopo Cagliari e Sassari. Il rettore Mariotti si è recato più volte a Olbia per certificare l’impegno dell’Università di Sassari. È infatti la prima volta che una Università sarda organizza un Dipartimento (la vecchia Facoltà) fuori dalla sua. Olbia diventa così sede di un prestigioso Dipartimento di Innovazione, in stretto rapporto con vari altri Dipartimenti dell’Ateneo. 

La struttura olbiese, cui verrà attribuito anche un organico di dieci docenti, avvierà, a partire dal prossimo anno 2024-25, un corso triennale in Innovazione e sviluppo territoriale, e due corsi magistrali in Systems for Territorial Planning e Innovation for Sustainable Developement, in collaborazione con prestigiose Università straniere, MIT, Sorbonne. 

A fine novembre, poi, anche il rettore dell’Università di Cagliari, Mola, annuncia l’apertura, a Olbia, di un secondo Dipartimento di Ingegneria, con corsi di Ingegneria navale, di valenza unica in Sardegna, come branca applicata alla nautica. In Italia ci sono solo altri tre corsi analoghi: a Trieste, Genova e Napoli. Cagliari decide di articolare un corso di ingegneria a 300 km dal capoluogo. Fatto realmente eccezionale. Il Rettore ha dichiarato che l’obiettivo è quello di arrivare a 140 lauree annue.  

Negli stessi giorni l’assessore regionale Carlo Doria ha presentato un Centro di Ricerca, l’One health center, inserito nel Dipartimento di Innovazione, col compito di ottimizzare in modo sostenibile la salute di persone, animali, ecosistemi, unico a livello nazionale. Completa il quadro delle novità olbiesi il bando per gli alloggi per gli studenti che l’Ersu organizza in una ottima struttura residenziale, il Geovillage strappato alle gestioni fallimentari. 

E Nuoro “si impania”
Visto da Nuoro c’è da restare esterrefatti… Ci si arrabatta da 18 anni per soffocare il Consorzio Universitario nuorese, costituito nel 1989 con i primi corsi universitari nel territorio, per sostituirlo con una indefinita Fondazione, con argomenti incomprensibili e autolesionisti. Oristano, arrivata ben dopo, continua a gestire i corsi accademici col Consorzio modellato su Nuoro come ora Olbia che, con quello creato nel 2018, ottiene tutto ciò che Nuoro si è lasciato sfuggire dalle mani per sua stessa irresponsabilità. Intervenendo a commento di questo fatto, Franco Mannoni lascia una desolata opinione: «Nel mentre in altri comuni della Sardegna sorgono nuove ipotesi di formazione universitaria, Olbia e Quartu, Nuoro, un tempo prima, si impania nelle trappole che da sola ha preparato». 

Non è facile ricostruire il percorso di questa sciagurata avventura. I tanti passaggi possono sfuggire persino agli addetti ai lavori, confondendone le responsabilità. Correva l’anno 2004. Il Consorzio Universitario nuorese era nel pieno sviluppo: otto corsi di laurea: tre su Cagliari, comprese una magistrale. Cinque su Sassari comprese due magistrali. Due master post laurea, 1200 iscritti. Si percepiva la necessità di radicare maggiormente il Consorzio nel territorio. Fu presentata un’ipotesi di allargamento per cui avevano già deliberato la Camera di Commercio, Asl, Consorzio Industriale, le Comunità Montane, i principali comuni del territorio. Era in discussione un eventuale accordo o col polo di Oristano o col nascente polo olbiese. 

Fondazione senza fondamenta
Nonostante il favore generale, quell’allargamento incontrò un’opposizione sorda e ingiustificata. Partì dalla Provincia un’azione sistematica per superare il Consorzio a favore di una Fondazione per la “prioritaria salvaguardia del Consorzio S. Satta”.  Si adottò al riguardo una delibera di recesso dal Consorzio Universitario presentandola persino in Tribunale. Si argomentava che la finanziaria del 2008 imponeva agli enti locali di aderire ad un’unica forma consortile. Tesi sostenuta in Sardegna solo dalla Provincia di Nuoro. Il Dipartimento della Funzione Pubblica esplicitò che l’interpretazione restrittiva sui consorzi era infondata. Ciò nonostante, si deliberò di dar vita a una Fondazione. La Provincia convinse il Comune a sottoscrivere un atto costitutivo e chiesero insieme alla RAS l’iscrizione della Fondazione nel registro delle persone giuridiche. La Regione nel febbraio del 2016 rigettò tale richiesta. La nuova amministrazione di Nuoro recesse dalla Fondazione riaffermando la propria scelta per il Consorzio. Nel mentre la regia delle operazioni si spostava da Nuoro a Cagliari. Si ricordi che la prima proposta di superamento del Consorzio fu fatta per “salvaguardare il Consorzio S. Satta”. La nuova Amministrazione regionale, su pressione di rappresentanti nuoresi, decideva allora di governare in prima persona i due Consorzi. Per la Provincia è tutto più semplice. A fine 2016 veniva nominato un Commissario Provinciale, tutt’ora in carica, che supporta sempre di buon grado i suoi danti causa. 

Il Consorzio Universitario nel mentre langue, affidato a vari Commissari incaricati di superare la forma consortile per dar vita alla Fondazione. Nel 2021, sollecitata dai soliti noti sempre più impaniati, la Regione adotta due norme per la costituzione di una Fondazione bibliotecaria S. Satta e di una Fondazione Universitaria con socio fondatore la Regione stessa e le due Università. I soci fondatori nuoresi fuori della porta. Eppure nel 2006 la Provincia giustificava il superamento del Consorzio universitario per salvaguardare il Consorzio Satta. Il Comune di Nuoro, espropriato dei suoi enti, promuove una forte azione legale denunciando la violazione di competenze sancite da Costituzione e Statuto della Sardegna. Ben presto si capisce che le Fondazioni regionali, senza il patrimonio immobiliare di Comune e Provincia non possono esistere. Ennesimo emendamento alla finanziaria e i due enti nuoresi vengono magnanimamente ammessi nelle Fondazioni a guida regionale. 

Liquidazione totale
Siamo all’oggi. Alcuni giorni fa il Commissario liquidatore del Consorzio Pinna Parpaglia, nominato dalla RAS nel 2022 col preciso mandato di costituire la Fondazione, presenta un report di fine mandato affermando di aver fatto il massimo per evitare il caos dei servizi erogati, a seguito della legge con cui la Regione scioglieva i consorzi nuoresi. Per tale incarico, secondo le norme vigenti, al Commissario è stata riconosciuta un’indennità mensile di 6.419,98. Sentendosi chiamato in causa, il Commissario precedente Fabrizio Mureddu, nominato dal Comune, dichiara di aver lasciato al Consorzio circa 22 milioni di euro, 6 dei quali per il Piano di rilancio del nuorese. Parte di queste risorse sarebbero state trasferite all’Ateneo sassarese. La Fondazione, nonostante tutto non è ancora nata. Nei giorni successivi viene nominato, con lo stesso incarico di Pinna Parpaglia, il dottor Antonio Mele. Nel dispositivo di nomina dei commissari regionali si legge tra l’altro: «…si stanno portando avanti intense consultazioni (chi?) con gli Atenei di Cagliari e Sassari finalizzate ad ampliare l’offerta formativa…» Sic! Da quel lontano 2005 il Consorzio è agonizzante e la Fondazione è un’Araba Fenice. Il fatto più grave: con l’agonia del Consorzio si è gettato a mare un frutto politico di primissimo piano: quell’Accordo di Programma tra Stato, RAS, Atenei, Comune e Provincia con cui si articolavano per la prima volta corsi universitari gemmati oltre le sedi universitarie. Pensati come leva per promuovere un territorio interessato da un profondo malessere. Si era prodigata al riguardo una classe dirigente nuorese ammirevole per unità di intenti, autorevole come mai nelle assemblee regionali e nazionali, unita oltre i propri schieramenti, a difesa del Nuorese. Lezione appresa egregiamente oggi a Olbia. Che si avvantaggia enormemente delle nostre cieche divisioni. Del nostro Golgota.

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