«Zavorra di 18 milioni caricata sui giovani»

Arriva da Marcello Seddone la prima reazione al parere favorevole sul Rendiconto 2017 fatto protocollare oggi alle 2.55 del mattino dal Collegio dei revisori dei conti (https://www.ortobene.net/wp/wp-admin/post.php?post=10229&action=edit) al termine di un lavoro complesso visto che dopo la delibera di Giunta del 5 ottobre, si sono rese necessarie tre integrazioni dei documenti contabili il 19, 22 e 24 ottobre. Nessun rilievo tecnico, ma l’ex assessore dimessosi a giugno, solleva una questione politica destinata sicuramente a far discutere che propone ponendo tre domande: «È giusto – chiede e si chiede Marcello Seddone scaricare sui nostri giovani una zavorra da 18 milioni? È compatibile questa scelta con il programma elettorale premiato dai nuoresi tre anni fa? È giusto firmare una cambiale così pesante che dovranno onorare anche i sedicenni che tra due anni voteranno per la prima volta alle elezioni comunali?».

  Quesiti pesantissimi che partono da una premessa «per sgomberare il campo dagli equivoci: sono contento del parere favorevole del Collegio, nonostante il permanere di diverse criticità evidenziate da tempo, perché garantisce la regolarità amministrativa del Bilancio». Quindi la spiegazione tecnica «per stimolare una riflessione dovuta anche ai nostri cittadini, concentrandomi su una voce messa a garanzia di tutti: il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Una posta messa nel bilancio – chiarisce Seddonein caso di mancati pagamenti da parte dei debitori del Comune. L’ammontare di questa voce è stata calcolata – in maniera assolutamente legittima, utilizzando una facoltà prevista dalla norma che permette di limitare l’accantonamento a quanto indicato nel Bilancio di Previsione (1,8 milioni nel nostro caso). La scelta di altri Comuni come Sassari, Cagliari o Alghero è stata invece quella di utilizzare il metodo ordinario che prevede un accantonamento calcolato sui residui effettivamente riscossi nell’ultimo quinquennio senza spostarne il peso sui futuri Bilanci. Nel caso del Comune di Nuoro stiamo parlando di una differenza di circa 18 milioni di euro, non esattamente due noccioline».

Ribadendo l’intenzione, pur essendo commercialista e a sua volta revisore, di non voler entrare in questioni specifiche anche perché «mi fido del parere di colleghi stimati e più esperti di me», Marcello Seddone conclude ribadendo i quesiti iniziali: «Mi concentro solo sul fatto che l’intero Consiglio Comunale in realtà votando risponderà ad una domanda: è giusto scaricare sui nostri giovani una zavorra da 18 milioni? Mentre i  nostri consiglieri di maggioranza dovranno dire se ritengono compatibile questa scelta con il programma elettorale».

  

Il ragionamento dell’ex assessore Seddone può trovare ulteriori stimoli anche nell’esame del Rendiconto 2017 e nello stesso verbale del Collegio dei revisori che accompagna il parere favorevole con alcuni «rilievi, considerazioni e proposte». Il carico della “zavorra” di 18 milioni di euro ipotizzata da Seddone potrebbe , infatti, ulteriormente aggravarsi con il debiti fuori bilancio per i quali i revisori rilevano il permanere di alcune «criticità legate al loro mancato riconoscimento». Si tratta – in parole povere – di quelle somme che il Comune si trova a pagare a causa dei contenziosi. Due almeno le questioni aperte rinviate al bilancio 2019: la causa con l’impresa Bosazza sulla costruzione del Centro polifunzionale di via Roma che dovrebbe chiudersi con il Comune costretto a pagare un milione di euro (risparmiandone quasi 600) vista la proposta transazione approvata dalla Giunta il 21 settembre, e il tentativo dello Stato di rivalersi dal Comune dopo la condanna subita alla Corte di giustizia europea per un esproprio irregolare, una cartella notificata a marzo (di cui è stata chiesta la sospensiva) da due milioni e 300 mila euro.

La questione sicuramente tornerà ad essere sollevata in aula il 16 novembre nella seduta convocata dal presidente Fabrizio Beccu per le ore 10 nel rispetto dei 20 giorni concessi dalle norme ai consiglieri per studiare la documentazione. Un appuntamento decisivo per le sorti della Giunta Soddu che, dopo l’abbandono dei sardisti, si regge per un solo voto (13 a 12) perché se il Rendiconto 2017 non verrà approvato è automatico lo scioglimento del Consiglio e il commissariamento. In quella sede peseranno altre questioni più strettamente contabili come il mancato versamento di tre milioni di Iva denunciato dalle opposizioni,  con i revisori che genericamente e senza citare il fatto specifico richiamano «l’urgenza di provvedere ad accertare eventuali responsabilità sui ritardi relativi al pagamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto (Iva) che hanno inevitabilmente imposto all’Ente il pagamento di sanzioni e interessi». L’attenzione dei consiglieri, inoltre, si concentra sull’urgenza «di sanare lo squilibrio tra spesa relativa al servizio gestione rifiuti e le corrispondenti entrate determinate dalla medesima tassa sui rifiuti»: un richiamo dei revisori che dovrà essere chiarito meglio in Consiglio anche perché probabilmente si riferisce a un incasso inferiore rispetto alle previsioni delle 14 mila comunicazioni inviate agli utenti per il recupero della Tari arretrata. Un altro punto – l’organizzazione degli uffici – è destinato a non passare inosservato. Si tratta del forte richiamo, già sottoscritto in almeno altre due occasioni dai revisori dei conti: «Si segnala, come in precedenti verbali, il permanere di gravi criticità in ordine all’organizzazione, gestione e programmazione degli uffici finanziari che portano conseguenti inesattezze, ripetizioni e forti squilibri dal punto di vista dell’efficenza ed efficacia dell’azione amministrativa; si rimarca l’urgenza di intervenire sulla riorganizzazione, pianificazione e potenziamento degli uffici dell’area bilancio, al fine di garantire un maggior controllo, precisione e accelerazione delle entrate e delle spese oltre che il rispetto della tempistica di tutti gli adempimenti previsti dalla normativa vigente. Si rinnova l’invito – scrivono ancora i tre componenti del Collegio –  a porre rimedio affinché gli applicativi contabili garantiscano una maggiore chiarezza sul flusso informativo ai fini di garantire l’esattezza e l’attendibilità dei dati». Una situazione che ha trovato conferma proprio stamattina quando la Giunta, a poche ore dalla consegna del parere dei revisori dei conti, è stata costretta a riadottare con una formale delibera il Rendiconto e i suoi allegati per correggere «un mero errore materiale inferiore ai quattromila euro»