Wedding, i numeri della crisi

Anche Nuoro, come altre città, è stata scelta da Confesercenti per un flash mob di sensibilizzazione sulla attuale condizione del settore wedding. Come teatro per la manifestazione è stata scelta piazza Santa (nelle foto di Gigi Olla).
Il settore del wedding forse più di ogni altro, patisce gli effetti disastrosi della emergenza sanitaria. Dopo i lockdown e le limitazioni varie imposte dalle autorità per contrastare il diffondersi del virus, infatti,  le imprese del settore hanno visto azzerarsi per quasi tutto il 2020 (e con ogni probabilità tale situazione si protrarrà per buona parte del 2021) qualsiasi possibilità di sviluppare il proprio business.
Il settore – si legge in una nota Confesercenti – con i suoi circa 200.000 matrimoni all’anno, genera in Italia un volume d’affari (oltre 4 miliardi) molto vicino a quello prodotto dall’industria del cinema. Se poi aggiungiamo a questi gli oltre 160mila eventi privati di medie e grandi dimensioni (ossia con almeno 40 partecipanti) ci rendiamo conto dell’importanza che il comparto assume in termini economici e di forza lavoro coinvolta (un esercito di circa 1.000.000 di lavoratrici e lavoratori).
In Sardegna. Nell’isola si celebrano ogni anno circa 4.700 matrimoni e 8.000 eventi privati con un volume d’affari diretto generato di circa 190 milioni di euro. Il settore coinvolge in generale circa 1.400 imprese; mentre sono circa 800 quelle  che nell’ambito di questo settore sviluppano gran parte del proprio volume d’affari totale. Le misure di contenimento della pandemia hanno nel corso del 2020 pressoché azzerato ogni attività del settore; i dati ISTAT provvisori, infatti, riportano una contrazione dei matrimoni nel secondo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, dell’80% con un effetto diretto sui relativi volumi d’affari stimato molto vicino al 90%.
Con un calo del fatturato nel 2020 compreso tra l’85 ed il 90%, il settore wedding è praticamente in ginocchio e soprattutto dimenticato dai provvedimenti di aiuto messi in campo dalle Istituzioni.

Si tratta di un settore trasversale – prosegue la nota – che coinvolge diverse tipologie di attività che vanno dal commerciante di abiti da cerimonia al fiorista, dall’acconciatore al fotografo, dal ristoratore alle agenzie di viaggio, dalle imprese dell’animazione e dell’intrattenimento ai rappresentanti di commercio,  senza dimenticare agenzie di noleggio di vetture da cerimonia, wedding planner, estetiste ecc.
Gli esponenti del settore, inoltre, evidenziano una elevata incertezza sulle tempistiche di ripresa dovuta soprattutto al fatto che gli operatori della filiera riprenderanno a fatturare soltanto non prima di otto/dodici mesi dalla conclusione della fase emergenziale; i matrimoni, infatti, si programmano con un lungo preavviso e  le persone che ordinano un abito per il matrimonio, civile o religioso, riservano una location o richiedono un servizio fotografico non effettuano un pagamento integrale al momento della prenotazione, ma versano solo una piccola caparra (solitamente non superiore al 10/20%) rinviando il saldo a pochi giorni prima della cerimonia.

Queste le richieste di intervento normativo a sostegno del settore:
·      il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a compensazione della diminuzione di fatturato degli anni 2020/2021 sugli equivalenti valori dell’esercizio 2019;
·      consentire alle location adeguate una ripartenza certa entro il mese di maggio da consentire agli sposi di fissare in modo definitivo la data del loro matrimonio (vedi allegati 1 e 2)
·      il riconoscimento di un credito d’imposta – ad esempio pari al 70% – commisurato alle spese sostenute, distintamente, nel corso del 2021 e del 2022, per la partecipazione ad eventi fieristici di settore (vedi documento allegato);
·     l’introduzione di un’esenzione e/o sconto dall’IMU, dalla TARI e dall’IRES per due annualità sempre per due annualità;
·     l’erogazione di prestiti bancari, fino ad un importo corrispondente al fatturato del 2019 assistiti da una garanzia statale del 100%, di durata compresa tra i 15 e i 20 anni, a tasso zero;
·     una linea di contributo individuale a fondo perduto* per ogni impresa per le possibili attività digitali (vedi documento allegato);
·     una linea di contributo collettivo per comparto per Creazione di un portale web estero comune e relativi profili social di comparto;
·     il prolungamento delle misure CIG e FIS fino alla ripresa dell’attività operativa prevista non prima di giugno 2022;
·     una ulteriore moratoria dei mutui fino a tutto il 2022.