Volontari cercansi per ospitare senza dimora
di Redazione

22 Febbraio 2019

3' di lettura

Il Comune di Nuoro non riesce a trovare un’organizzazione di volontariato che gestisca il servizio di ospitalità dei senza dimora ed è costretto il 24 gennaio – sotto la neve – a concordare per almeno un mese un intervento-tampone con Croce Rossa, l’associazione “Protezione civile Nuorese” e l’Esercito per poter offrire un tetto a chi in città si ritrovava a dover dormire all’aperto. La vicenda che dimostra quanto i tempi della politica non camminino con le gambe dei problemi della gente, ricostruibile dalla determina odierna della dirigente del settore Politiche sociali che impegna i fondi necessari. L’attivazione del Pronto intervento sociale è stato deliberato l’11 gennaio del 2018 con uno stanziamento di 25 mila euro che prevedeva la collaborazione dei soggetti del Terzo settore con la creazione di un «presidio qualificato» anche di tipo comunitario «capace di attivare la rete cittadina di solidarietà, pubblica e privata, e di offrire temporanea ospitalità nei casi di emergenza sia per mezzo della struttura messa a disposizione del Comune  che nei diversi luoghi di permanenza temporanea delle persone senza fissa dimora o luoghi di accoglienza capaci di dare confort in particolari periodi di rigidità climatica». La gara per individuare il gestore è stata bandita dal Comune solo il 12 dicembre del 2018, otto giorni prima dall’inizio ufficiale dell’inverno, ma alla scadenza del 10 gennaio non è stata presentata nessuna offerta. Il Comune quindi con un avviso pubblico ha convocato per il 15 gennaio un incontro con le associazioni o soggetti interessati «considerato che alla data fissata non è stata presentata alcuna offerta e che l’attivazione di detto servizio riveste carattere d’urgenza per l’avanzare della stagione invernale, si propone a tutte le associazioni, cooperative sociali, enti e altri soggetti della realtà cittadina interessati alla tematica un incontro finalizzato all’affidamento diretto del servizio, nel quale si possa costruire l’ipotesi progettuale da portare avanti e le azioni concrete». A quanto pare di capire a quell’incontro si è presentata solo l’associazione “Migrantes” che però non aveva né un locale né un numero tale du volontari in grado di affrontare l’emergenza perché – sorpresa – le condizioni climatiche di quei giorni non facevano presagire niente di buono. Con la neve e il gelo di gennaio la situazione è diventata drammatica con almeno sei senza dimora che dormivano pare all’aperto. È stata avviata anche un’interlocuzione con la Caritas ma permaneva il problema delle strutture e dei volontari anche perché in pochi giorni non è facile costruire un progetto per ospitare chi magari è anche senza documenti. Il 24 gennaio così «è stato convocato un tavolo di lavoro con la Croce Rossa Italiana, Comitato di Nuoro, con l’associazione “Protezione Civile Nuorese” e con la Brigata Sassari sede di Nuoro per individuare almeno per un mese degli interventi tesi all’ospitalità dei senza fissa dimora della città». In pratica si è deciso di fornire ospitalità collocando dieci brande messe a disposizione dall’Esercito nei locali in uso al sodalizio di Protezione civile e alla Cri in via A. Manca. Ora, dopo il 24 febbraio, non resta che sperare nel bel tempo.

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