Abbiamo visto la sua stella

Oggi in Cristo luce del mondo tu hai rivelato ai popoli il mistero della salvezza…
Così recita il Prefazio della solennità odierna, l’Epifania: festa della manifestazione di Cristo, festa di luce, festa della fede e dell’adorazione del Dio-del Re-del Salvatore.
Oggi è la nostra festa, cioè di coloro che, pur non discendendo in linea diretta dal popolo ebraico, nella figura dei Magi – stranieri e pagani – sanno accogliere con gioia grandissima il mistero di Dio e si prostrano ad adorarlo.
Paolo, nella seconda lettura, lo afferma chiaramente: le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessaper mezzo del Vangelo.
Il complesso imponente delle Scritture non era bastato ai sapienti del popolo per cogliere la verità di Dio, anzi ne aveva appesantito il passo, rallentandolo con inutili cavilli e legalismi. Ad alcuni pagani invece, liberi da ogni genere di presunzione, è stato sufficiente lo splendore di una stella per mettersi in cammino e affrettare il passo. Essi hanno saputo riconoscere colui che è nato, il re dei Giudeinell’umile figura di un bambino, che non abita i sontuosi palazzi dei potenti, bensì una semplice e comune casa: la mia, la tua!
La liturgia odierna è a dir poco incalzante, ci obbliga a metterci in cammino, vietandoci di rimanere fermi e arroccati nelle nostre posizioni e paure, come invece hanno fatto Erode e con lui tutta Gerusalemme…
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Sì, su di noi e in noi risplende il Signore. Egli si è rivelato, e continuamente si rivela a noi, nei modi più personali e diversificati. La sua stella ha brillato anche per noi; la luce della fede che ci guida passo passo verso la piena comunione con lui, anche quando tutto intorno a noi si presenta come ombra e tenebra.
Come i Magi, non lasciamoci ingannare da chi vorrebbe spegnere la stella che si è accesa per noi, uccidendo quel desiderio che, sin dal suo sorgere, è nato in noi.
Dopo aver adorato il Dio bambino nella sua casa e avergli offerto il dono della nostra fede e del nostro amore, ritorniamo alle nostre case per un’altra strada: dal momento in cui lo abbiamo incontrato, non siamo più pagani e stranieri, ma siamo “concittadini dei santi e familiari di Dio” ( Ef 2,19).
«Ora che abbiamo conosciuto il Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo… lo dobbiamo testimoniare qui in terra… in modo da non ripassare per la via per la quale siamo venuti e da non ricalcare le orme del nostro anteriore modo di vivere. Questo significa il fatto che i magi non ritornarono indietro per la stessa strada… Cambiando la via è cambiata anche la vita… Anche noi siamo stati condotti ad adorare Cristo dalla verità che risplende nel Vangelo, come da stella nel cielo… Ci manca solo di testimoniarlo prendendo una nuova via, ritornando da una via diversa da quella per la quale siamo venuti» (S. Agostino, Disc. 202).

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