Visioni astratte e Emisferi al Museo Man

Venerdì 1 dicembre alle ore 19 saranno inaugurate al Museo Man di Nuoro le mostre  “Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli” e “Michele Ciacciofera. Emisferi Sud” visibili fino al 25 febbraio del 2018. Un evento che presenta la peculiarità di far conoscere ai nuoresi un artista nuorese, Michele Ciacciofera, che vive e lavora a Parigi e ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all’estero, sia collettive che personali, tra le quali, in tempi recenti, la 57° Biennale d’Arte di Venezia, Viva Arte Viva, Venezia 2017, dOCUMENTA 14, Learning from Athens, Kassel/Atene 2017, Enchanted Nature, Revisited, CAFA Museum, Pechino 2016, Nel Mezzo del Mezzo, Museo Riso, Palermo 2015, What we call love – from Surrealism to now, IMMA Museum, Dublino 2015, I hate the indifferent, Summerhall, Edinburgo 2014, Odio gli indifferenti, Palazzo Montalto, Siracusa 2014.

Michele Ciacciofera, 48 anni,  dopo gli studi in scienze politiche, antropologia e sociologia a Palermo, è rientrato a Nuoro dove ha iniziato il suo cammino artistico nello studio di Giovanni Antonio Sulas. Torna in città al Man poco lontano anche fisicamente da quello studio da dove è partito per affermarsi grazie a  un approccio antropologico di una ricerca che ruota attorno all’universo del Mediterraneo concentrandosi su tematiche riconducibili ai suoi luoghi d’origine – la Sardegna e la Sicilia in particolare – che  rilegge nel loro aspetto storico e culturale, politico e sociale, attraverso l’uso di differenti media artistici che spaziano dalla pittura alla scultura, dal disegno all’installazione e al suono.  Il progetto realizzato per il Museo MAN ha come tema di fondo la dimensione sociale e culturale, storica e attuale, del macrocosmo mediterraneo. Un mare i cui popoli hanno da sempre tessuto relazioni di ogni tipo, dando vita a un amalgama di etnie, linguaggi, sapori, leggende e tradizioni. In particolare “Emisferi Sud” è la sintesi di due progetti:  “Janas code”  (la dimensione dell’arcaico e del contemporaneo trovano un punto di incontro, frutto di una ricerca sulle Domus de Janas, grotte di origine neolitica della Sardegna e “The Density of the Transparent Wind”, installazione sonora che rimanda all’attività dei pescatori in Sicilia, al loro rapporto con la natura e soprattutto alla dimensione solidale che caratterizza la loro vita anche rispetto alle grandi criticità del mondo contemporaneo e del Mediterraneo in particolare. Per la mostra al MAN Ciacciofera presenterà due installazioni inedite facenti parte di questi due progetti cine  sarà affiancata una terza, “Life Swing”, concepita appositamente per la mostra “Emisferi Sud” e in particolare per lo spazio verticale che, attraverso le scale, separa i piani del museo. L’altalena, su cui dondola il libro “La questione sarda” di Antonio Gramsci, rappresenta una metafora dell’oscillazione nel tempo e nello spazio del pensiero umano, un gioco magico che contempla il rapporto tra la vita e la morte, tra l’origine, il presente e il futuro. La seconda mostra che sarà inaugurata l’1 dicembre rappresenta un evento culturale di assoluto rilievo che conferma il ruolo del MAN nel panorama nazionale e la sua capacità di interagire con istituzioni e protagonisti dell’arte moderna dimostrata ancora una volta con “Una visione astratta” curata da Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce (Genova) che presenterà le opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli, una figura unica nel panorama dell’arte italiana tra le due guerre.

 

Considerata la “musa astratta” di Carlo Belli e Osvaldo Licini, Maria Cernuschi Ghiringhelli all’inizio del 1930 divenne un’appassionata sostenitrice dell’arte astratta italiana e internazionale, riuscendo a intercettare le proposte più innovative con una grande autonomia di giudizio. Una Peggy Guggenheim italiana, capace di intrattenere solidi rapporti con gli artisti, anche quelli più giovani e non ancora affermati, poiché ciò che più le interessava era «seguire e se possibile incoraggiare, gli sviluppi di un tipo di ricerca artistica in cui credevo». Partendo da alcuni opere chiave dell’astrattismo italiano degli anni Trenta, passando per le ricerche percettiviste e preconcettuali degli anni Sessanta, fino all’arte Optical e la Nuova Pittura degli anni Settanta e Ottanta, la mostra ripercorre la storia della collezione dell’artista che fin dal 1940 iniziò ad acquistare una serie di quadri fino agli anni Settanta che fanno appunto parte della Collezione del Museo di Villa Coce.

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata capace di cogliere gli elementi di novità nella produzione artistica del suo tempo senza attenderne la consacrazione da parte della critica o del mercato, come testimoniano le date – tutte precoci – dei lavori di Piero Manzoni, di cui in mostra è possibile vedere uno dei primi Achrome, di Agostino Bonalumi, di Lucio Fontana, di Osvaldo Licini, di Gino Ghiringhelli di Bruno Munari e di numerosi altri autori. Una lungimiranza nelle scelte affiancata e supportata dallo stretto e mai interrotto rapporto con le generazioni artistiche attive prima della guerra, ed in particolare proprio Melotti, Soldati, Munari e Fontana. Se l’interesse di una collezione privata lo si può ricondurre soprattutto alla sua originalità, alla sua “differenza” dalle altre, dettata da una visione, da incontri e da esperienze personali, quella di Maria Cernuschi può essere senza dubbio considerata una delle collezioni italiane più interessanti del Novecento. “Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli” presentare al Man il cuore di questa collezione privata, rappresentativa di un momento storico e artistico fondamentale, ma anche specchio di storie, scelte, pulsioni e sentimenti personali della sua artefice.

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