Violenza, unanime condanna

In attesa che gli accertamenti chiariscano definitivamente se l’esplosione di ieri notte che ha devasto la sezione del Partito democratico di Dorgali e davanti all’intimidazione subita dal sindaco di Cardedu Matteo Piras che si è visto incendiare l’auto, il mondo politico si compatta nella condanna della violenza. Significativo a questo proposito la presa di posizione del sindaco di Dorgali Itria Fancello che, pure nella contrapposizione di questi giorni che l’ha vista polemizzare con l’opposizione Pd sulla chiusura della strada per Fuili, ha affidato a Facebook un messaggio netto e preciso: «È un triste risveglio quello di stamattina. Attendo prudentemente di avere informazioni certe sull’esito delle indagini relative all’esplosione di stanotte nella sede storica del Partito Democratico cittadino. A tutto il PD dorgalese, in qualunque caso e senza alcuna esitazione, va la solidarietà mia e di tutta l’amministrazione comunale. Coraggio!».

Importante anche il segnale arrivato dalla massima assemblea sarda dove i consiglieri  regionali del Pd Roberto Deriu, nuorese  Salvatore Corrias (sindaco di Baunei) einsieme alla Cinquestelle Elena Fancello di Dorgali, hanno presentato una mozione per impegnare il presidente della Regione «aa rivolgersi al ministro dell’Interno affinché si chiarisca la natura dei fatti, se gli episodi di Dorgali e Cardedu siano tra loro in connessione e quali sono le misure che il Governo della Repubblica intende assumere nel territorio della competente prefettura di Nuoro volti a garantire la sicurezza dei cittadini». Il governatore Christian Solinas dal canto suo ha reagito con  due distinte dichiarazioni: «Esprimo a nome mio e di tutta la Giunta – ha scritto – la totale solidarietà e la più sentita vicinanza al sindaco di Cardedu, Matteo Piras, per il vile attentato subìto la scorsa notte. Questo gesto criminale è ancor più deprecabile poiché messo in atto nei confronti di un amministratore pubblico che con coraggio, quotidianamente, è impegnato per la sua comunità». Solinas poi ritiene l’attentato alla sede del Pd di Dorgali «un atto intimidatorio gravissimo contro i valori della democrazia e le istituzioni rappresentative della società» e «nel condannare fermamente questo gesto criminale, esprimendo la totale solidarietà ai militanti e dirigenti del Pd sardo», e come presidente della Regione non manca di sottoscrivere «un forte ringraziamento alle forze dell’ordine, impegnate in queste ore anche nella ricerca dei responsabili del vile attentato contro il sindaco di Cardedu».

I due episodi hanno avuto ampia risonanza anche a livello nazionale. Condanna e solidarietà da parte del presidente della Camera Roberto Fico, molte le dichiarazioni degli esponenti nazionali e regionali del Pd che possono essere riassunte in un messaggio del segretario nazionale del partito: «Se fosse confermato l’atto doloso – sostiene – ci troveremmo ancora di fronte ad un gravissimo attacco ad un circolo del Pd», ha dichiarato Nicola Zingaretti esprimendo «massima vicinanza ai nostri iscritti. Chiediamo di fare piena luce su questa ennesima intimidazione. Sicurezza vuol dire prevenire la violenza, non avvelenare i pozzi come avviene ormai di frequente. Al sindaco di Cardedu – conclude Zingaretti va la nostra solidarietà per il gravissimo gesto intimidatorio».

La condanna è unanime e va oltre i confini di partito. «Come coordinatore regionale della Lega esprimo tutta la mia solidarietà al Partito democratico e al sindaco di Cardedu Matteo Piras», ha scritto in una nota il deputato Eugenio Zoffili: «In occasioni come questa è bene ribadire con forza il perimetro democratico condiviso tra tutte le parti politiche che, al netto delle normali contrapposizioni che sono il sale del confronto della vita democratica, ripudia con vigore ogni forma di violenza sempre, senza se e senza. Sono costantemente in contatto con il Viminale – assicura Zoffiliper seguire la vicenda, sollecitare e facilitare, con ogni misura possibile, lo svolgimento delle indagini».

«Stanotte qualcuno ha messo a segno due colpi violenti contro la politica in Sardegna», è la netta presa di posizione del deputato Cinquestelle Sergio Battelli che parla di «due gesti vigliacchi, intimidatori e violenti, in pieno stile mafioso, da condannare senza alcuna esitazione» perché «la libertà di scelta ed espressione dei cittadini è sacra e, chiunque la metta in pericolo, deve essere messo ai margini della società».

«A nome di tutti i sindaci sardi», Andrea Soddu, presidente del Consiglio delle Autonomie Locali esprime, a nome di tutti gli amministratori della Sardegna, solidarietà nei confronti del sindaco di Cardedu. «La politica locale – scrive il primo cittadino di Nuoro – è ancora una volta bersaglio di violenti attacchi anonimi che in Sardegna hanno raggiunto da tempo numeri preoccupanti. Davanti a questi tristi fatti di cronaca, la politica per prima e ad ogni livello deve prendersi la responsabilità di invertire la rotta ed essere esempio per i cittadini: occorre adottare le misure che finora sono rimaste prevalentemente sulla carta, facendo gli investimenti che servono per la sicurezza degli amministratori pubblici, perché quando questi finiscono nel mirino, finisce nel mirino una comunità intera che rischia di perdersi nella paura e nella rassegnazione. Noi amministratori abbiamo il dovere  di riportare il dibattito politico su livello alto, fatto di contrapposizione ma anche di rispetto. Ultimamente la normale dialettica politica ha lasciato troppo spazio ai messaggi di odio e discriminazione, contribuendo ad avvelenare il clima nel paese e nelle comunità. Dobbiamo essere noi – conclude  Sodduil primo esempio se vogliamo vivere in pace e democrazia. Al nostro collega Matteo Piras va la vicinanza del Consiglio delle Autonomie Locali, con la speranza che le istituzioni statali e regionali mettano in campo risorse e atti concreti per affrontare un problema che ci impedisce di amministrare serenamente».

Doppia ma unita da un filo comune l’analisi del presidente di Anci Sardegna Emiliano Deiana. Sull’attentato al sindaco di Cardedu, il rappresentante dell’Associazione dei Comuni è convinto che ormai «non ci sono più parole per definire la pericolosità della condizione di sindaco e di amministratore in Sardegna, i rischi che si corrono, i prezzi che si pagano.Si è creato, nel tempo, un clima infame per chi amministra per il quale, ormai, atti di questo tipo sono la norma, non più un’eccezione e possono arrivare da qualunque lato. Come Anci Sardegna ci sembra che sia inutile appellarci al Governo, al ministro dell’Interno: lo abbiamo fatto tante volte, sempre inutilmente. Il prossimo anno ci sarà, in Sardegna, una tornata amministrativa importante dal punto di vista numerico. Chi si candida – rileva il sindaco di Bortigiadas – sa che questa delle intimidazioni sarà una delle “possibilità” dell’amministrare: stretti da un lato dai violenti e dall’altro da uno Stato che ha considerato e considera i comuni e i sindaci un “fastidio”». Sull’attentato di Dorgali Deiana parla anche da militante del Pd: «Quando si attenta alla sede di un partito politico c’è sempre da sollevare il livello di attenzione e di guardia, è un pezzo di democrazia che si sgretola, che va in pezzi. In Italia e in Sardegna il livello di allarme per il ritorno della violenza politica dovrebbe essere assai alto: troppi i segnali, troppi i casi, troppi i silenzi. Prima di qualunque cosa si condanna il gesto, la viltà e la pericolosità dell’atto. Lo devono fare le istituzioni, lo dovrebbero fare gli altri partiti politici, ci dovrebbero pensare i cittadini organizzati in sindacati, associazioni, circoli culturali e di integrazione e aggregazione sociale. Da militante del Pd mi stringo alle compagne e ai compagni di Dorgali – conclude Emiliano Deianaperché percepisco, pur da lontano, la paura che genera un gesto criminale simile. Invito tutte le istituzioni e tutti i partiti ad esprimere la propria vicinanza perché ne va della tenuta democratica delle istituzioni stesse»

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