Verso la Settimana sociale dei cattolici

Contribuire, come cattolici, ad aprire nuovi processi per superare i problemi del mondo del lavoro con lo sguardo fisso sull’uomo, sulla sua dignità, in un orizzonte di speranza. È quanto i Vescovi sardi auspicano in vista della ormai prossima Settimana Sociale dei Cattolici italiani che si terrà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre prossimi. L’appuntamento toccherà l’Isola per la seconda volta dopo che, sempre a Cagliari, si tenne nel 1957 la trentesima edizione.
«Siamo ormai prossimi alla celebrazione della 48ma Settimana Sociale dei cattolici italiani, sul tema Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale – scrive in una nota pubblicata il 4 ottobre la Conferenza episcopale sarda –. Essa si terrà a Cagliari e ciò sollecita noi cattolici della Sardegna a riflettere con ancor più attenzione sul significato del lavoro e sulle modalità con cui viviamo i grandi e complessi problemi ad esso collegati. Noi Vescovi, per la responsabilità pastorale verso le nostre Chiese, vogliamo perciò richiamare tutti a non perdere questa occasione: anche noi possiamo contribuire ad “aprire processi” ( Evangelii Gaudium 222-225) positivi utili a superare i problemi spesso drammatici del mondo del lavoro e ad affrontare con speranza le prospettive future. Non è la prima volta che i Vescovi sardi invitano a «questa fatica»: già nel 2013, a pochi mesi dal pellegrinaggio di papa Francesco a Bonaria, lo fecero indirizzando ai fedeli delle diocesi sarde la Lettera pastorale Un cammino di speranza per la Sardegna su alcuni urgenti problemi sociali e del lavoro, «e da allora – prosegue la nota – abbiamo continuato ad accompagnare premurosamente l’evoluzione delle tante situazioni di crisi che purtroppo periodicamente si ripresentano nelle diverse realtà industriale, agro-pastorale e in tutti gli ambiti lavorativi della nostra Regione.
Come cristiani – sottolineano ancora i Vescovi – non possiamo dimenticare che il lavoro è sempre al servizio dell’uomo e non il contrario, e che la dignità della persona umana, che passa anche dal lavoro, non è mai calpestabile ». L’impegno della Settimana sociale è già iniziato in quest’anno di preparazione, sei incontri preparatori si sono tenuti nelle varie diocesi, il 4 maggio di quest’anno anche a Nuoro sul tema Nuove politiche forestali ed ambientali per far fronte allo spopolamento e alla disoccupazione. Un impegno, auspicano i Vescovi, che dovrà continuare anche dopo il convegno di Cagliari.
«Vogliamo aprire lo sguardo non tanto ai numeri e alle statistiche – prosegue la nota della Ces – ma alle persone, alle vite concrete, alle speranze oltre che alle delusioni, con attenzione alla dignità di ognuno e alla solidarietà, prendendo coscienza delle presenti criticità, a partire dalla allarmante situazione della disoccupazione giovanile, ma anche guardando con attenzione alle esperienze lavorative e alle buone pratiche esistenti e dando nuovo impulso a risorse come l’artigianato, l’agricoltura, il turismo, per contribuire a trovare nuove strade e proporre all’intera società italiana una direzione di marcia che porti a superare la crisi in cui essa versa da troppi anni».
In conclusione i Vescovi chiedono «a tutte le nostre Comunità cristiane, a tutte le persone di buona volontà e in particolare a chi ha doveri istituzionali, di aprirsi concretamente a questo impegno e di accompagnare con responsabilità, nella preghiera e nella riflessione, la Settimana Sociale dei cattolici italiani, perché anche la nostra Chiesa di Sardegna, collaborando responsabilmente al progetto originale di Dio Creatore, concorra a realizzare il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale.
Affidando questo nostro cammino di ricerca e di rinnovamento all’intercessione di Nostra Signora di Bonaria e dei nostri Santi – conclude la nota –, chiediamo per ciascuno e per ogni famiglia la benedizione del Signore».

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