Vento a 160 chilometri orari

Il vento di libeccio che da ieri sera flagella la Sardegna ha toccato – secondo quanto riporta l’agenzia Ansa – punte di 160 chilometri orari. Le segnalazioni su alberi caduti, pali della luce, cartelloni stradali arrivano da tutta la Sardegna, con danni gravissimi nei centri abitati e nelle campagne dove solo domani si potrà però tentare un primo bilancio. L’ultimo bollettino delle ore 19 della Protezione civile regionale, con un monitoraggio ogni tre ore anche grazie a una rete di misurazione della quantità di pioggia, segnala un allarme a Bosa per il «forte innalzamento del livello del fiume Temo nell’area valliva per effetto delle mareggiate». Domani comunque, visti i problemi creati oggi dal maltempo (allagamenti, una frana e circolazione semiparalizzata) il sindaco dell centro della Planaria ha deciso di chiudere le scuole.

Nelle prossime ore le previsioni parlano di un’attesa riduzione della forza del vento ma continueranno le piogge. Per fortuna non si segnalano superamenti di soglia dei livelli idrometrici. La rete fiduciaria della Protezione civile ha rilevato dalle ore 15 alle 18 punte di precipitazioni significative da 19,80 millimetri a Pozzomaggiore, 16 millimetri nel Bidichinzu, 14,60 a Macomer e Terralba. Dalle ore 13 alle 16 record di precipitazioni a Villanova Monteleone (23 millimetri), Macomer (19 millimetri), Cuga (15,80) mm, Badde Urbara (15,40) e Porto Torres (15,20). Dalle ore 9 a mezzogiorno poggia battente a Allai (20,60 millimetri), Abbasanta (19,20), Fonni (17,20), Macomer (16,80); Iglesias (16,40), Tempio (16,20), Bauladu (15,60), Sedilo (15), Badde Urbara (14,20). Insomma per tutto il giorno si è assistiti a temporali (e grandinate) brevi ma violentissimi, salvo a Macomer e in tutto il Marghine dove in 9 ore i pluviometri della rete fiduciaria della Protezione civile hanno registrato oltre 50 millimetri di acqua caduta dal cielo.