Ventinove anni per un ostello chiuso

Il Comitato “Salvaguardia Monte Ortobene”, torna all’attacco sull’ostello di Farcana ancora chiuso ponendo agli amministratori di Nuoro due domande: «È normale che una struttura pubblica ormai completata, dopo 29 anni, sia ancora chiusa? È normale che tutti lo sappiano e nessuno in Comune se ne occupi? È normale che questa struttura, nonostante sia stata data in gestione, ancora non funzioni

Pietro Mureddu

«Di cose che vanno sistemate, nella nostra città, ce ne sono tante», premette il presidente dell’associazione Pietro Mureddu specificando però che quella perenne incompiuta «è il simbolo di tutte le promesse non mantenute da chi ha governato Nuoro negli anni. È un esempio vergognoso di spreco di denaro pubblico, di intoppi burocratici, di inspiegabili ritardi e misteriosi contrattempi». Nel lungo documento si fa un po’ di cronistoria: nel 1990, la Regione affidò l’incarico di progettazione per la realizzazione di un ostello della gioventù al Monte Ortobene, in località Farcana. Affidata due volte in gestione e mai entrata in funzione. L’opera viene conclusa nel 2004, quattordici anni dopo l’assegnazione dell’incarico di progettazione. La questione relativa alle quote è nota a tutti. Errori e imprecisioni si ripetono con facilità disarmante. Solo dopo la conclusione dei lavori ci si rende conto che la struttura non può ospitare 50 persone come previsto e il numero scende a 25. Se consideriamo che l’opera è costata circa un milione di euro, ogni posto letto è costato 40 mila euro. Nel 2005 viene fatta la gara per assegnare la struttura e c’è l’aggiudicazione provvisoria. Quella definitiva arriva nel 2012, sette anni dopo, ma le cooperative che se l’erano aggiudicata si ritirano. Così nel 2013 la struttura viene di nuovo messa a bando e aggiudicata l’anno dopo. Il canone è di poco superiore agli ottomila euro all’anno per vent’anni e dovrà essere corrisposto con interventi alla struttura e l’acquisto di arredi e attrezzature da aggiungersi a quelli esistenti. In altre parole, chi se lo è aggiudicato dovrà eseguire lavori e acquistare arredi per 166 mila euro. Il 25 febbraio del 2015 i gestori della struttura comunicano che l’ostello non è collegato alla rete idrica. Dopo 29 anni e un milione di euro spesi la struttura non ha l’acqua!

Da quest’ultima comunicazione sono passati altri quattro anni. Pietro Mureddu chiama direttamente in causa a questo proposito l’amministrazione Soddu: «Per quale ragione l’ostello è ancora chiuso ? In che condizioni si trova adesso la struttura? Che fine hanno fatto gli arredi acquistati? Dove sono finite le attrezzature che erano dentro l’ostello? Quali sono le condizioni dei solai?». Domande che attendono una risposta anche se, scrive il presidente di “Salvaguardia Monte Ortobene” «dopo vari tentativi e lettere scritta alla presidente della commissione Lavori pubblici per chiedere un sopralluogo della commissione insieme al dirigente responsabile ancora tutto tace, nessuna risposta! Nonostante i nostri appelli, sembra che nessuno in Comune se ne voglia occupare. Tutti fanno finta di niente. Noi però non ci arrendiamo e chiediamo chiarezza su questa vicenda. Ricordiamo ancora la promessa di un sopralluogo fatta, più di due anno fa, proprio dalla presidente della commissione lavori pubblici. Promessa mai mantenuta. Perché non convocare una seduta della commissione, che è pubblica, all’ostello? Magari invitando anche chi si è aggiudicato la gestione della struttura. Noi – conclude Pietro Mureddusiamo pronti a collaborare per risolvere i tanti problemi del Monte e rinnoviamo ancora una volta la nostra disponibilità. Purtroppo però l’amministrazione comunale oggi non sembra volersene occupare».