«Venite a vedere che è nato»

Anche quest’anno il Tempo di Avvento ci ha accompagnato a prepararci al Natale, una festa in cui siamo invitati a ricordare il grande gesto d’amore di Dio di donarci il suo Figlio Gesù. E allora nei nostri incontri con i bambini e ragazzi dell’Azione cattolica ragazzi (Acr) parrocchiale, abbiamo individuato gli atteggiamenti per vivere questo tempo nel modo migliore, ma ancora di più per continuare a gustare il mistero del Natale nella nostra vita. Erano una trentina i ragazzi dell’Acr della parrocchia Nostra Signora del Rosario di Nuoro pronti a mettere in pratica quello di cui hanno parlato molto preparandosi al Natale. Accompagnati dai loro educatori, hanno vissuto in prima persona un’esperienza concreta di carità cristiana entrando nelle case di sette persone che, per motivi di salute o di età avanzata non escono più di casa e portando loro un simbolo del Natale: una piccola natività costruita da loro stessi e accompagnata da una preghiera di Madre Teresa.
Commovente è stata l’accoglienza da parte degli anziani, degli ammalati e di coloro che li assistono, della statua di Gesù Bambino di Betlemme, al quale hanno confidato lacrime e sofferenze chiedendo conforto e consolazione. Gioioso e atteso è stato l’incontro con i bambini e i ragazzi che hanno portato con sé le loro lanternine accese rendendo l’atmosfera ancora più natalizia. Per i ragazzi è stata anche un’occasione per riflettere e mettersi alla prova, non compiendo atti eroici ma qualcosa di semplice e toccando con mano le difficoltà che vivono queste persone che spesso si sentono isolate o abbandonate, non tanto dai familiari quanto dalla comunità. Papa Francesco ha chiesto di preparare il segno del Presepe nelle nostre case e nei luoghi dove viviamo e in particolare ai ragazzi dell’Acr, «di essere dei piccoli “ponti” là dove vivete». Eccoli subito all’opera allora, con cartoncino, colla a caldo, tappi di sughero, paglia, gusci di noci e altro materiale trovato in casa, ed ecco da quellepiccole mani venir fuori vere opere d’arte da portare a malati ed anziani della parrocchia. Il 23 dicembre, subito dopo la novena durante la quale don Giovanni Maria ha benedetto i piccolipresepi, il gruppo ha iniziato le visite con stati d’animo differenti per ogni incontro: commozione e qualche lacrima con tzia Jubannedda; dolore ed emozione con zia Michela che, malata di Alzheimer,
prima li segue con lo sguardo un po’ spaventato ma che infine si scioglie con un sorriso e battendo le mani; tanta gioia e un po’ di rimpianto con signora Maria e maestra Margherita, vecchie associate Ac; stupore e meraviglia con la signora Nicolosa che fra 2 mesi compirà 109 anni, cento in più della piccola Emma che le ha tenuto la mano per tutta la durata dell’incontro; la serenità di tzia Zenia che riconosce molti di noi e chiede dei nostri familiari; l’allegria nell’incontro con signora Filomena e don Floris che hanno cantato con noi Naschid’est.
Ogni visita si è conclusa con uno scambio: i bambini donavano una canzone natalizia e una piccola sfera contenente la natività e gli ospitanti riempivano le nostre tasche di caramelle, cioccolati e dolciumi di ogni genere. Rientrando i ragazzi hanno commentato l’esperienza vissuta e nei loro visi si leggeva tutto l’amore donato e ricevuto! In quei malati e quegli anziani hanno incontrato Gesù Bambino: hanno capito «la responsabilità di proteggerlo, Lui che vuole stare tra le nostre braccia, desidera essere accudito e poter fissare il suo sguardo nel nostro; lo hanno fatto sorridere per dimostrargli il nostro amore e la nostra gioia perché Lui è in mezzo a noi, Il suo sorriso è segno dell’amore e ci dà certezza di essere amati». Questa è stata la vera magia del Natale che i bambini hanno poi portato nelle loro case e famiglie. È davvero arrivata la gioia. È davvero Natale.

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