Vendemmia, produzione dimezzata

Produzione dimezzata con un calo che in alcune situazioni tocca punte addirittura dell’80 per cento. Non è accompagnata da notizie positive la conclusione della vendemmia 2017 segnata da una doppia calamità naturale che la dice lunga sull’incertezza che vive chi lavora in campagna. Prima le gelate tardive di aprile e poi la lunghissima siccità e le alte temperature estive hanno condizionato pesantemente il ciclo produttivo dell’uva. Una situazione generalizzata dicono Coldiretti e Assoenologi. «La vendemmia del 2017, per effetto del caldo e della siccità, si classifica come la più precoce dell’ultimo decennio – sottolinea Coldiretti –. Con un anticipo di circa dieci giorni rispetto allo scorso anno, è dunque in forte calo per il bizzarro andamento climatico, con un inverno asciutto e più mite e un precoce germogliamento della vite, che ha favorito danni da gelate tardive, ma anche siccità persistente e episodi localizzati di grandinate».
I primi dati elaborati ma da considerare ancora come previsione da Coldiretti e Assoenologi indicano una produzione di vino e mosto nel 2017 di 41,1 milioni di ettolitri, inferiore di ben 13 milioni rispetto allo scorso anno. Una flessione media di circa il 25 per cento, ma ci sono regioni che andranno molto peggio. Tra queste la Sardegna, tanto che in Consiglio regionale, promossa dal nuorese Roberto Deriu (vicecapogruppo del Partito Democratico) è stata presentata una mozione bipartisan per spingere la Giunta Pigliaru a dare contributi alle aziende vinicole, com’è stato fatto per il comparto agro-pastorale. Un provvedimento sollecitato prima di tutto dalla Coldiretti all’interno di quel pacchetto di interventi da finanziare con i venti milioni di euro che l’esecutivo si è impegnato a reperire a sostegno dei settori esclusi dalle sovvenzioni per 50 milioni già approvate per l’ovi-caprino. Oltre Deriu, hanno firmato la mozione per il settore vitivinicolo il capogruppo di Forza Italia e Partito dei Sardi, Pietro Pittalis e Gianfranco Congiu; il consiglieri Luigi Crisponi (Riformatori); da quelli di Anna Maria Busia e Francesco Agus (Campo progressista); Antonio Gaia (Upc) e Daniele Cocco (Mdp). Nel documento, si parla di un calo della produzione complessiva per i produttori di vino, che potrebbe attestarsi intorno al 50 per cento, oltre a un probabile peggioramento della qualità dei vini per l’assenza d’acqua. «Tenuto conto che la mancata produzione, dovuta agli eventi calamitosi, potrebbe portare al rischio di perdere definitivamente importanti posizioni conquistate nei mercati in cui viene venduto il vino – si legge nel testo della mozione – si impegna il presidente della Regione e la giunta a provvedere ad un equo ristoro rispetto alle perdite economiche che subiranno i produttori di vino, quantificabili raffrontando le produzioni degli ultimi tre anni».
La situazione segnalata in Regione trova purtroppo un puntuale riscontro anche in provincia di Nuoro soprattutto nell’area tipica del Cannonau, a iniziare da Dorgali dove il direttore commerciale Antonio Casu segnala innanzitutto un anticipo della vendemmia tra i dieci e i quindici giorni. Il calo delle quantità è sensibile e arriva fino al 40 per cento e raggiunge in alcuni casi, addirittura, l’80 per cento. All’origine di questa diminuzione l’andamento climatico del mese di aprile con le gelate arrivate proprio quando le gemme fruttifere della vite erano appena sbocciate. Dalle temperature troppo basse si è passati a quelle troppo alte di agosto, accompagnate dal mese di gennaio dall’assoluta mancanza di piogge. Antonio Casu osserva però che il calo di produzione è stato inferiore a quello temuto perché paradossalmente le condizioni climatiche hanno ostacolato lo sviluppo di malattie e l’alto grado di zuccherina consentirà di ottenere buone gradazioni alcoliche, compensando almeno parzialmente con la qualità le perdite sulla quantità.
Anche per i soci della Cantina di Oliena, come informa Paolo Congiu, la vendemmia è iniziata nei primi giorni di settembre e si è conclusa dopo venti giorni. La raccolta è stata inferiore alle medie usuali, scendendo in molti casi al 50 per cento: « S’astragu ada braujau sa prima survadura, sa hi bohada su fruttu. B’ada apiu piantas hi siche sun sihas », dice Congiu ricorrendo al sardo per segnalare che addirittura il gelo d’inizio primavera ha fatto seccare molte piante di vite. A Oliena si è verificato inoltre un altro fenomeno insolito: le vigne dei fondovalle che di regola soffrivano meno per la mancanza di piogge stavolta sono state più delle altre danneggiate dalle gelate. Si dovrà procedere in molti casi – fa notare Paolo Congiu – a “rieducare” le piante. Lavoro in più per i coltivatori.
Anche a Mamoiada più che la siccità e le alte temperature agostane, il danno maggiore è stato provocato dalle gelate tardive. La conferma arriva da Francesco Sedilesu, giovane imprenditore che ha rilanciato con il padre e i fratelli la tradizione di famiglia iniziata dal nonno Giuseppe di cui la Cantina Sedilesu conserva il nome. Francesco Sedilesu, nonostante i problemi non si abbandona al pessimismo anche se si mantiene prudente sulla qualità del prodotto: «Farlo è prematuro, bisogna aspettare e vedere – dice l’imprenditore mamoiadino – perché il vino “è vivo” e ti riserva spesso delle sorprese. In questo 2017 potrebbe succedere come nel 2003. Anche allora ci fu siccità, ma poi arrivarono dei vini molto buoni».
Un ulteriore motivo di ottimismo, proprio per i Sedilesu e per un altro imprenditore di Mamoiada, Giovanni Montisci, che vede premiato il suo impegno sulla qualità nella sfida a un mercato sempre più difficile e selettivo, arriva proprio in questi giorni. Le due Cantine hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento dei Tre Bicchieri dalla guida “Vini d’Italia 2018” della rivista Gambero Rosso. Giovanni Montisci è stato segnalato per il suo “Cannonau di Sardegna Barrosu Riserva Franzisca 2014 e la Giuseppe Sedilesu per il “Cannonau di Sardegna Mamuthone 2015 . Una nuova autorevole conferma per due realtà imprenditoriali che, puntando sulla qualità e l’innovazione basata sulla tradizione, hanno contribuito e stanno contribuendo a rilanciare il settore vitivinicolo nel paese barbaricino. A dimostrazione del prestigio del riconoscimento l’elenco degli altri nove vini sardi premiati con i Tre Bicchieri insieme a “Mamuthone” e “Barrosu”: Alghero Torbato Terre Bianche Cuvée 161 ’16 – Tenute Sella & Mosca; Cannonau di Sardegna Senes Ris. ’13 – Argiolas; Cannonau di Sardegna Sincaru Ris. ’14 – Vigne Surrau; Carignano del Sulcis 6Mura ’12 – Cantina Giba; Latinia ’11 – Cantina di Santadi; Vermentino di Gallura Sup. Costarenas ’16 – Masone Mannu; Vermentino di Gallura Sup. Maìa ’15 – Siddùra; Vermentino di Sardegna Stellato ’16 – Pala; Vermentino di Sardegna Tuvaoes ’16 – Giovanni Maria Cherchi; Vernaccia di Oristano Sup. Jughissa ’08 – Cantina Sociale della Vernaccia.

© riproduzione riservata