Vegliamo in attesa

L’inizio di ogni nuovo anno – quello liturgico prende il via proprio oggi con la I domenica di Avvento – è carico di auspici, auguri, speranze e consigli per il tempo a venire. Così anche quest’oggi la liturgia ci schiude i segreti dell’“Avvenire” del tempo di Cristo Gesù nella nostra esistenza e ci suggerisce il comportamento giusto da adottare.
Il profeta Geremìa, nella prima lettura, ci assicura che il Signore realizzerà le promesse di bene, fatte a suo tempo per il popolo eletto e per ciascuno di noi. L’Avvento è il tempo della speranza certa: Dio viene e la sua venuta è salvezza per chiunque crede e confida in lui.
È vero però che nel Vangelo tutto questo è descritto con immagini forti e quasi minacciose, ma al centro di esso, come una perla preziosa, Gesù illumina e dà speranza: risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Ci saranno segni nel cielo e angoscia sulla terra: ci saranno… ci sono! Come in un parto, la vita nuova è frutto di un doloroso travaglio: proprio per questo Gesù ci esorta a non appesantire i nostri cuori e a non farci trovare impreparati. Non si tratta però della fine del mondo, giorno fune- sto e terribile. Piuttosto sarà il giorno del suo avvento glorioso, quando egli ci chiamerà accanto a sé nella gloria a possedere il regno dei cieli. Quale e quanta promessa ci viene fatta: se soltanto riuscissimo a comprendere il dono di Dio!
Siamo nella novena dell’Immacolata: in Maria, e attraverso di lei, finalmente si compiono le promesse di bene e la nostra liberazione. Gesù è l’atteso dalle genti, la Parola- promessa di Dio che si fa carne e si fa spazio nella storia degli uomini, prende dimora in mezzo a noi e ci dice, facendoci toccare con mano la sua carne, che egli non è un fantasma, che quanto Dio promette è realmente capace di portarlo a compimento, perché egli è il Fedele. Con Maria allora cantiamo il Magnificat perché davvero grandi cose ha fatto l’Onnipotente… ricordandosi della sua misericordia.
Vegliamo in ogni momento pregando perché sappiamo attendere senza turbamento il ritorno glorioso del Cristo giudice e salvatore (Colletta alternativa), esercitandoci nella palestra dell’amore (seconda lettura), secondo il comandamento ricevuto dal Signore Gesù, perché possiamo andare incontro a lui con le buone opere. L’Avvento, infatti, non è solamente la nostra attesa per la venuta di Dio, ma è anche l’attesa di Dio al nostro andare verso di lui. È un reciproco venirci incontro: andiamo a lui perché ci indichi la via (salmo responsoriale) ed egli viene a noi come la Via nel suo figlio Gesù.

Nell’intraprendere insieme questo percorso di riflessione sulla liturgia domenicale, vogliamo ringraziare per la fiducia accordataci e per il servizio che ci renderemo vicendevolmente: spezzare la Parola ci fa essere mendicanti di essa dinanzi a Dio.
Buon nuovo Anno liturgico e buon cammino incontro al Signore che viene.

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