Pochi vandali offendono centinaia di bambini

E adesso chi spiega ai bambini che per tre giorni hanno animato il centro storico di Nuoro perché quattro teppistici hanno sabato notte deturpato alcune installazioni, accanendosi in particolare contro le mongolfiere che hanno colorato piazzetta Salvatore Satta e attirato l’attenzione su quelle pietre che pochi sanno sono state scolpite dal grande Pinuccio Sciola? Un gesto che offende proprio le centinaia di piccoli cittadini protagonisti del “Patapum Festival”: «Purtroppo le cose belle sono spesso un’attrazione per chi nulla rispetta, e che fa del degrado il proprio stendardo di ribellione.Un gesto vandalico ignobile senza dubbio, che dimostra quanto ancora lontani siamo dall’ideale senso di civiltà necessario per salvaguardare iniziative come il Festival Patapum e spazi pubblici nella nostra città», è il commento che la direttrice artistica della manifestazione Monica Corimbi ha affidato alla pagina Facebook di Bocheteatro, la compagnia che ha voluto festeggiare con i bambini i 30 anni di attività. Un’amarezza che non cancella però la soddisfazione dei promotori che per tre giorni hanno trasformato il centro di Nuoro in un laboratorio gioioso e colorato a cielo aperto. Un successo premiato dalla partecipazione di piccoli e adulti  che stimola una riflessione – sempre nelle parole di Monica Corimbi – «su ciò che questa città può offrire ai propri cittadini», anche perché «è il frutto degli sforzi di tantissime persone che da anni contribuiscono alla vita culturale e artistica della città con manifestazioni ed eventi, e ha reso possibile la creazione di un vero e proprio programma culturale focalizzato sui temi dell’infanzia, dell’arte e della narrazione, incentrati sopratutto sull’educazione al bello e sulla partecipazione della comunità alla vita del centro. Ci ha uniti l’idea che la città è un bene comune, in cui ognuno fa la sua parte, in cui ognuno può attivarsi e partecipare, per far si che questo bene comune rimanga tale. Una città a misura di bambini, adulti, anziani. Così i volontari e lo staff di Bocheteatro si sono occupati di curare, pulire e tenere accessibile alcune zone del centro avviando anche un progetto di decoro delle piccole piazzette, mentre le varie iniziative per il Festival hanno attivato numerosi laboratori proprio in questi luoghi». “Sconfiggere il degrado” è la parola d’ordine che ha animato organizzatori, volontari e protagonisti accomunati da una passione  fatta di partecipazione, d’arte, di bellezza. Forse a quei vandali del sabato sera ha dato fastidio proprio il fatto che il centro, «considerato un luogo “morto”, è stato invece per tre giorni un luogo della cittadinanza, delle famiglie, delle persone e della bellezza, in un clima di festa, di condivisione e di crescita».

Ha ragione Monica Corimbi, ha ragione Bocheteatro: «Iniziative come queste sono il fulcro silenzioso della collettività, che spinge per una riqualificazione totale del territorio e degli spazi che lo compongono. Spesso dimenticati persino da alcuni abitanti residenti che non raccolgono nemmeno la cacca del loro cane… Queste iniziative non vanno abbandonate o dimenticate ma anzi, chiedono di essere sostenute con ancora più forza. La città è di tutti, e ogni iniziativa artistica e culturale che ha tentato di sensibilizzare i cittadini su questo tema spinge noi stessi e la collettività a migliorare, per un futuro migliore».