Una spada trafiggerà la tua anima

C’è da consumarsi il polpastrello per scorrere sino in fondo alle pagine web delle più famose testate giornalistiche nazionali e trovare la notizia letta sui social dell’uccisione di un sacerdote a Como. Se eccezionalmente se ne parla nel primo quarto d’ora del tg oppure si trovano informazioni in evidenza, è solo in virtù di chi cavalca l’onda ideologica sopra il delicatissimo tema dell’immigrazione; un po’ come nella nostra diocesi, nel Natale del 1998, quando alla stampa sembrava più importante presentare una terribile Orgosolo, piuttosto che annunciare l’assassinio di un prete.

Fanno scoop lo scandalo, la corruzione, i reati nella Chiesa, a volte veri, a volte strumentalizzati. Un martirio quotidiano, portato avanti con fede e amore, no.

Di sicuro, ad un “prete degli ultimi” non interessano i primi posti del mondo: ci penserà il Dio misericordioso a rendere primi gli ultimi, quelli che sono restati ai piedi della croce dell’umanità, come Maria che «stabat iuxta Crucem», ansiosi di correre verso la Luce.

Ogni 15 settembre, nell’Ufficio delle letture ritorna questo passo di San Bernardo: «Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l’anima della Madre». Dal 1993, anche attraverso l’anima di don Pino Puglisi; da oggi, per quella di don Roberto Malgesini.

Con la lancia di Longino, dal cuore di Cristo sgorgano ancora l’acqua e il sangue, i sacramenti che un sacerdote oggi dona umilmente col suo piccolo cuore.

Don Roberto, fiumi di acqua viva sgorgano dal tuo seno. Ti sei fatto trovare pronto, con la lampada accesa e la cintura ai fianchi.  C’è anche uno zaino: sarà pieno di gratificazioni spirituali… chissà se lo lascerai qui per noi o lo porterai con te.

È un tremendo e irriverente paradosso, ma quel che è successo oggi, mi rende orgoglioso dei confratelli e fiero della Chiesa.

A nos biere in sa santa gloria!

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