Una questione di qualità

La qualità della vita in provincia di Nuoro è peggiorata nell’ultimo anno, a dirlo è l’indagine condotta da Il Sole 24 Oregiunta alla 31ma edizione. In un anno il Nuorese ha perso sei posizioni, scendendo dal 57mo al 63mo posto su 107 province. Novità dell’edizione 2020 dell’indagine è – e non poteva essere altrimenti – l’emergenza sanitaria, misurata attraverso l’indice dei casi Covid ogni mille abitanti: questo parametro vede la provincia al 40mo posto. Le altre aree tematiche di analisi sono le stesse delle edizioni precedenti: Ricchezza e consumi; Demografia e salute; Affari e lavoro; Ambiente e servizi; Giustizia e sicurezza; Cultura e tempo libero.

Demografia e società
La posizione più alta, nella classifica per settori, riguarda l’indicatore Demografia e società, che vede il Nuorese all’undicesimo posto. Tra le voci la provincia è in testa per densità abitativa, al quarto posto per cancellazioni anagrafiche, al settimo per numero di infermieri ogni mille abitanti, al 15mo per tasso di mortalità, al 12mo per consumo di farmaci contro l’ipertensione, al 31mo per consumo di quelli contro il diabete (59mo per quelli contro la depressione), l’indice di vecchiaia ci vede all’80mo posto, il tasso di natalità al 97mo. La Provincia è al 12mo posto per il numero di medici di medicina generale e al 31mo per numero di pediatri.

Giustizia e sicurezza
Posizione discreta anche per l’indicatore Giustizia e sicurezza ma qui il risultato in classifica è inversamente proporzionale al prestigio della voce, basti pensare al terzo posto per furti in esercizi commerciali e nelle abitazioni, come pure per gli incidenti stradali. L’indice di litigiosità (cause civili) vede la provincia al 28mo posto, mentre per le violenze sessuali è al 38mo.

Cultura e tempo libero
L’indicatore Cultura e tempo libero offre diversi spunti, la posizione generale (37mo posto) è data da risultati significativi in diverse voci. La Provincia è al primo posto in Italia per numero di bar ogni mille abitanti, al nono per numero di ristoranti, al quinto per eventi sportivi, al sesto per numero di librerie, al 16mo per le biblioteche, al 17mo per l’utilizzo dei Fondi europei dedicati ad attrazione culturale, naturale e turistica; al 22mo per indice di lettura dei quotidiani. Ma la Provincia è anche all’89mo posto per offerta culturale (numero di spettacoli), al 99mo per gli spettacoli (spesa al botteghino), al 106mo per partecipazione elettorale (penultimi in Italia).

Affari e lavoro
Quella di Nuoro è al 73mo posto tra le province nell’indicatore Affari e lavoro. Tra le varie voci, da segnalare il primo posto in Italia per Cassa integrazione ordinaria e il settimo per le Imprese in fallimento ma anche l’undicesimo per imprenditorialità giovanile (imprese con titolare under 35). Bene le imprese femminili, 28mo posto in Italia, mentre le cessazioni e iscrizioni di imprese si bilanciano (35mo e 39mo posto). La differenza del tasso di occupazione tra maschi e femmine ci porta al 30mo posto, le imprese in rete al 33mo, la diffusione del Reddito di cittadinanza al 76mo. Male la diffusione della banda larga, la percentuale degli edifici coperti pone la Provincia di Nuoro al 102mo posto, poche anche le imprese che fanno commercio elettronico (107mo posto).

Ambiente e servizi
Il Nuorese perde 70 posizioni nell’indicatore Ambiente e servizi, passando dal quarto posto dello scorso anno al 74mo. Bene la spesa di fondi europei per l’Agenda digitale (11mo posto), ottavo posto per la Spesa sociale degli Enti locali, decimo per la spesa di fondi europei dedicati ad ambiente e prevenzione rischi. Va male l’indice di trasformazione digitale (104mo posto), le carte d’identità elettroniche (103mo posto). La percentuale di Neet (giovani che non lavorano e non studiano) piazza la provincia di Nuoro al 75mo posto in Italia, la percentuale di diplomati al 98mo.

Ricchezza e consumi
Settantaquattresimo posto in Italia anche per l’indicatore Ricchezza e consumi. Primo posto in Italia per lo spazio abitativo medio, nono per i canoni di locazione. Settantesimo posto per il reddito disponibile, 77mo per la spesa delle famiglie, 97mo per i depositi bancari, 98mo per nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni, 93mo per le pensioni di vecchiaia, 106mo per gli assegni sociali.

© riproduzione riservata

[Elaborazione grafica: Il Sole 24 Ore]