Una Biblioteca in bottiglia

Venerdì 24 agosto, dalle ore 18.30 alle ore 21.30 presso il Seuna Lab sito in Via dell’Edera 21 a Nuoro, si terrà l’inaugurazione del progetto Fahrenheit 1831°, ideato e sviluppato da Filippo Franco Boe e proposto in collaborazione con l’Associazione Culturale Madriche.
L’apertura e la presentazione ufficiale dello spazio antistante il Seuna Lab, prevederà anche un evento curato dall’Ente Musicale di Nuoro e da Nuoro Jazz.
Il progetto Fahrenheit 1831° non intende però esaurirsi con l’esposizione al pubblico prevista nella serata del 24 agosto, bensì vorrebbe assecondare la sua natura di azione ripetibile e, potenzialmente, sempre in divenire.
In occasione dell’inaugurazione a cura dell’Associazione Madriche, attiva in città dal 2005, il nucleo del progetto verrà arricchito da una serie di opere, realizzate sempre da Filippo Francesco Boe, che rivisitano materiali di comunicazione pubblicitaria – icone della cultura pop -, inserendoli in un contesto coordinato di promozione della cultura del libro, della lettura e dell’azione di conservazione e salvaguardia del patrimonio letterario universale.
Infatti, lo stesso progetto Fahrenheit 1831° nasce come invito alla scoperta del mezzo letterario tradizionale mediante una riflessione sulla sua natura deteriorabile, in quanto accerchiato da pericoli distopici e non, tra i quali spicca l’attuale tendenza alla smaterializzazione del cartaceo in favore del digitale.
Alla concretezza distruttiva dell’azione del fuoco, antagonista storico della carta e responsabile della volatilizzazione di intere biblioteche nel corso degli sviluppi umani, si è contrapposta l’idea del vetro come elemento in grado di spostare il punto di distruzione fuori dalla portata delle situazioni di potenziale devastazione. Sono nati da qui i punti di fusione di questo materiale, ovvero i gradi 451 e 1831 della scala Fahrenheit, l’ultimo dei quali dà il nome al progetto in questione.
Concretamente, l’intervento culturale consiste nella creazione di una biblioteca in bottiglia affidata alle cure di chiunque voglia assumersi la responsabilità di diventare custode di un’opera di ingegno letterario, essendo altresì disposto a rendere pubbliche le coordinate del luogo presso il quale sono tenute in custodia.
L’ideatore e sviluppatore del progetto è l’artigiano ed artista imbottigliatore Filippo Franco Boe: si deve a lui la realizzazione di una serie di “oggetti di conservazione letteraria”, tra i quali le bottiglie di varia forma e volume, contenenti le opere nella loro versione completa e standardizzata.
I contenitori, sigillati per renderli impenetrabili agli agenti atmosferici ordinari, lasciano trasparire il contenuto, in maniera tale da rendersi catalogabili.
Il numero delle bottiglie attualmente in lavorazione supera già le 350 unità ed è destinato a crescere ulteriormente nel tempo, anche grazie all’azione dell’Associazione Culturale Madriche, che intende avvalersi del Seuna Lab per rendere in fieri l’esperimento.
Le persone interessate a partecipare all’innovativo progetto culturale, ovvero i potenziali custodi degli oggetti di conservazione letteraria, saranno invitate a versare un contributo volontario e di libera entità come corrispettivo della presa in custodia della “bottiglia di letteratura”.
L’unico obbligo ad essa correlato sarà la segnalazione delle coordinate GPS del luogo nel quale l’opera si troverà, cosicché queste ultime possano confluire in un archivio online il quale consenta di risalire all’esatta collocazione delle bottiglie.

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