Un urlo dall’inferno: «Forza Bitti, non vinceranno»

«Purtroppo questa volta ci sono riusciti». Hanno pochi dubbi gli uomini dell’apparato antincendi ancora impegnati nella notte a Bitti: non contano i danni ma tentano di arginare le fiamme. Sono arrivati rinforzi del Corpo forestale dagli ispettorati di Oristano e Sassari, almeno per far respirare gli uomini (un operatore è stato colto da malore) che dal primo pomeriggio hanno lottato contro la furia del fuoco e, aspettano con apprensione l’alba quando torneranno a volare elicotteri e Canadair con l’augurio che l’annunciato vento di maestrale tardi di qualche ora.

Sì, ci sono riusciti perché nelle campagne di Bitti più volte quest’estate gli incendiari hanno portato il loro attacco, compresa la notte del 29 luglio, in contemporanea con il rogo che ha devastato le campagne di Siniscola, quasi a voler dividere le forze in campo. Nella zona di Tiddiriche le fiamme si sono levate anche domenica sera. Hanno con testardaggine voluto colpire il paese, tutta la comunità impegnata in questi anni a trovare nella tutela ambientale (parco di Tepilora) una nuova via di sviluppo e a rialzarsi dalla devastazione dell’alluvione del 2013. Acqua e fuoco, fuoco e acqua. Diciamolo: l’oltraggio al paese è amplificato a dismisura dall’oltraggio alla memoria di due morti-simbolo: Gianfranco Cossellu, il commerciante morto mentre tentava di difendere dalle fiamme la sua vigna il 26 agosto del 2004, e Giovanni Farre, l’allevatore travolto dall’onda di acqua e fango il 18 novembre del 2013. Davanti

L’incendio visto da Lula (foto Totoni Cosseddu)

Così Bitti ha rivissuto vecchie tragedie. Un rogo immenso:  le fiamme visibili anche dai paesi vicini, con il parroco di Lula don Totoni Cosseddu che ha invitato alla preghiera durante la novena per l’Assunta e l’Adorazione Eucaristica davanti al fumo e ai sinistri bagliori notturni pare appiccate in più punti, inutilmente contrastate da quattro Canadair (i tre di stanza a Alghero e uno arrivato di rinforzo da Ciampino) e cinque  elicotteri partiti dalle basi di Farcana-Nuoro, Sorgono, San Cosimo-Lanusei, Alà dei Sardi e Anela, più il potente birotore Super Puma con base a Fenosu. Decine gli uomini impegnati a terra che anche ieri hanno rischiato la vita insieme agli allevatori accorsi per mettere in salvo il bestiame: a partire dagli operai di Forestas dei cantieri di Bitti e dei paesi vicini, gli agenti forestali di Bitti e Lula che insieme con i colleghi arrivati anche in elicottero da Nuoro hanno guidato le operazioni; i vigili del fuoco di Nuoro e Siniscola, barracelli, volontari della Protezione civile. Tutti in campo a contrastare il rogo, riuscendo a sconfiggerlo quando si è pericolosamente avvicinato al centro abitato. Secondo una prima stima fatta al tramonto, le fiamme hanno divorato circa mille ettari di boschi, in particolare sugherete e pascoli. Si sono riviste le scene di disperazione già scolpite nella memoria di Siniscola e Dualchi e ora sono i pastori di Bitti ad avere bisogno di quella solidarietà che loro stessi avevano manifestato nei giorni scorsi per i loro colleghi della Baronia e del Marghine. In via precauzionale è stata interdetta anche l’area archeologica di Romanzesu.

Sarà una lunga notte ma con le prime luci del giorno apparire in tutta la sua gravità anche la devastazione: Forza Bitti, non vinceranno.

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