Un sabato diverso tra i banchi di Campagna amica

Come ogni sabato, anche in tempi di agitazione come quelli vissuti in questo momento dalla Sardegna, si è tenuto a Nuoro il mercatino di Campagna Amica. I produttori diretti si sono ritrovati a vendere latticini, verdure e derrate ittiche presso la sede dell’ExMè: tra loro, anche quelli caseari.
Parlando con alcuni, abbiamo raccolto le loro reazioni alle veementi proteste degli ultimi giorni: una giovane produttrice, che ha preso parte alle manifestazioni, ci ha confermato come questa sia «sicuramente una causa giusta, soprattutto perché pone finalmente al centro i pastori che, storicamente, sono stati visti come persone ignoranti e facili da truffare. Oggi, però, i tempi sono cambiati: i ragazzi studiano, sono qualificati e preparati e, giustamente, reclamano i diritti legati al loro duro lavoro. Infatti, si sono resi conto di come il meccanismo della compravendita del latte funzioni solo per gli industriali. Questi ultimi dicono di non riuscire a vendere il formaggio ma, in realtà, lucrano sulla vendita del pecorino romano, di quello sardo e della ricotta: nel caso specifico, il suo prezzo può arrivare agli 8 euro al kg ma a noi pastori il latte viene pagato una miseria.
Così poco da non poterci permettere di onorare interamente gli alti costi di produzione che includono quelli di allevamento, i mangimi, le bollette, l’acquisto, l’utilizzo, la manutenzione e la pulizia dei macchinari».
Tra gli stand del mercatino, si respira la tensione in attesa dell’esito della trattative tra le parti in causa ed il governo a Cagliari: molti sottolineano come, in realtà, la lotta per l’aumento del prezzo del latte acquistato dai pastori vada avanti da almeno 20 anni, con o senza manifestazioni eclatanti come quelle legate allo sversamento del latte.
Altri, invece, denunciano come «noi pastori ci siamo svegliati in ritardo, ma l’importante è che ci si sia ribellati anche adesso, con la speranza di giungere ad una conclusione che soddisfi sia l’industriale che noi. Ma soprattutto noi, che facciamo la stragrande parte del lavoro rispetto agli industriali acquirenti finali».

La mattinata è stata rallegrata dalla contagiosa allegria di alcuni ragazzi ragazzi dell’Associazione “L’Isola che non c’è” – che in città si occupa di ragazzi down e con altre disabilità – che da oggi e per ogni sabato collabora con gli operatori agricoli tra i banchi vendita del mercatino.

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