Un “cervelletto” nuorese a New York

Laurea in biologia nel 2010 all’Università di Cagliari, trasferimento a New York, primo lavoro al Albert Einstein College of Medicine e, dopo pochi anni e aver messo su famiglia insieme al marito partito anche lui dalla Sardegna nella Grande Melala soddisfazione di veder il suo nome in bella vista in uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Science (http://science.sciencemag.org/content/363/6424/eaav0581), rilanciato in Italia nei giorni scorsi dal periodico “Focus”.

È la storia di Ilaria Carta, partita da Nuoro studentessa (originaria di Ovodda) e oggi ricercatrice di fama internazionale. La storia di un cervello in fuga, anzi un “cervelletto” questo organo al centro dello studio  – citiamo da “Focus” – «a dispetto del diminutivo, è più importante di quel che si credeva. Questa struttura cerebrale, finora ritenuta responsabile principalmente della regolazione del movimento, svolgerebbe funzioni finora rimaste nascoste in altri ambiti importanti: dai meccanismi del piacere e della dipendenza fino al comportamento sociale».

In parole povere l’esperimento condotto sui topi di laboratorio dall’équipe dell’Albert Einstein College of Medicine (Ilaria CartaChristopher H. ChenAmanda L. SchottSchnaude DorizanKamran Khodakhah) apre nuove frontiere nello studio delle dipendenze e dell’autismo (https://www.focus.it/scienza/salute/cervelletto-scoperta-importanti-funzioni?). Ilaria Carta e i suoi colleghi, insomma, hanno aperto una strada importante ma ancora tutta da esplorare. Resta la soddisfazione – e l’esempio per tanti giovani barbaricini – di una scoperta targata Nuoro-Sardegna.

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