Un canto per don Franceschino Guiso Gallisai

Leena Galte, al secolo Lina Podda, cantante di Galtellì, ha regalato la sua stupenda e densa voce ad un brano scritto dal giornalista e autore Antonio Rojch, La ballata di don Franceschino, dedicata all’indimenticato pioniere che ha lasciato una traccia indelebile nello sviluppo industriale della Sardegna centrale. La storia della famiglia Guiso-Gallisai, da oltre un secolo radicata nell’immaginario collettivo di intere generazioni di nuoresi, si arricchisce di una opera canora che ha tutta l’aria di essere una composizione “madre”, prolifica ballata che, indubbiamente, genererà ulteriori opere.

L’arrangiamento è del maestrochitarrista Marino Maillard, virtuoso delle sei corde e storico componente dei Mapo, ensemble franco-svizzera che ha collaborato con personaggi di fama mondiale come Rod Stewart.

Alle tastiere e sintetizzatori il parigino Joel Flateau, anche lui, insieme a Maillard, da anni di casa in Sardegna. «Il mio lavoro – ha spiegato Antonio Rojch – è nato da un’idea nei giorni della segregazione del coronavirus. Speriamo possa diventare un canto popolare in Sardegna».

Un personaggio fuori dal comune, don Franceschino, un uomo che, come la stragrande maggioranza dei capitani d’industria, era mosso da ideali e intenti che andavano ben oltre il puro e semplice spirito imprenditoriale che pur lo animava.

Francesco Giovanni Giuseppe Maria Guiso, questo il suo nome per esteso, nasce a Nuoro il 13 dicembre del 1859, discendente di un’antica e nobile famiglia, già molto attiva nei territori delle attuali Baronie in campo sociale e commerciale sin dalla metà del 1400. Figlio unico di Pietro Maria Guiso e di Antonia Carmina Gallisai, rimasto orfano di padre a soli dieci anni, il giovane Franceschino viene indirizzato dalla madre verso gli studi tecnicoindustriali, fatto inusuale per i giovani appartenenti alle famiglie nobili dell’epoca e nel 1878 consegue a Sassari il diploma di perito tecnico industriale.

Sin da giovane dimostra di possedere quelle doti tipiche dell’imprenditore di successo che caratterizzeranno la sua vita e quella dei suoi discendenti. Il 14 aprile del 1898 don Franceschino acquisisce l’intera proprietà del mulino a vapore e dell’annesso frantoio in località Sa Concia, che segnerà l’inizio dell’espansione in grande stile delle attività della famiglia, perno della trasformazione industriale della città di Nuoro e dell’intero territorio. Da allora in poi il marchio Guiso- Gallisai sarà sinonimo di progresso, lavoro e di rilevanti e munifici interventi in campo sociale.

Il 29 giugno del 1913 viene insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.

La ballata di don Franceschino è scritta e si confeziona perfettamente per il timbro e l’estensione vocale di Leena Galte, cantante forte di almeno dieci anni di studio in alcune accademie e nella Scuola civica di musica, un’artista che spazia dal genere sacro a quello popolare e al pop. «Questa ballata è stata per me una grande emozione – ha raccontato Leena –, ma anche la scoperta di un grande personaggio del secolo scorso, che ho potuto cantare grazie alla ricostruzione poetica di Antonio Rojch e alla insostituibile partecipazione del maestro Maillard, a cui devo tanto per la mia formazione».

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