Umile seminatore di pace

Nel 1971 il piano diocesano pastorale lanciato dal nuovo vescovo Giovanni Melis, che prese il posto di monsignor Melas deceduto il 10 settembre del 1970, collocava L’Ortobene come «voce della comunità» e «strumento del dialogo», in questo senso dal dicembre del 1972 il giornale sotto la con-direzione di don Salvatore Bussu diventò settimanale.
In un articolo del 20 febbraio 1971 a poco più di un mese dal solenne ingresso a Nuoro del nuovo pastore, il direttore responsabile don Gonario Cabiddu, annunciava che nella prima giornata di studio con i sacerdoti anche L’Ortobene aveva trovato un posto nell’ordine del giorno e che il giornale sarebbe stato potenziato. Lo stesso monsignor Melis, in occasione del cinquantesimo anniversario del periodico diocesano, dedica un capitolo della lettera pastorale datata 1 settembre 1976 al giornale in cui sottolinea che L’Ortobene è «l’unico settimanale fondato e sostenuto appositamente per la nostra Chiesa, l’unico giornale che si occupi dei nostri problemi spirituali e morali. La vocazione popolare e la validità de L’Ortobene è dimostrata dall’affezione e dal numero sempre crescente degli abbonati, dalla semplicità del linguaggio e dall’aderenza alla vita e ai problemi locali». Dal 1978 dopo le dimissioni di don Cabiddu, don Bussu sarà unico direttore responsabile sino al 1995, completando la trasformazione da semplice bollettino diocesano a periodico di dibattito politico-culturale sui temi della comunità ecclesiale.
Il 14 giugno del 1992 per sopraggiunti limiti di età monsignor Melis lascia la Diocesi, facendo un bilancio dei suoi 22 anni di mandato don Bussu scrive che «furono anni non facili, il suo arrivo era avvenuto in un momento di profondo malessere sociale, religioso e anche ecclesiale». Ma non mancarono le soddisfazioni «grazie al valoroso aiuto del canonico Rosario Menne, direttore dell’ufficio pastorale, il Vescovo poté portare avanti un programma di tutto rispetto con momenti indimenticabili […] il riconoscimento delle virtù eroiche e la beatificazione di suor Maria Gabriella e di Antonia Mesina; la visita del Papa a Nuoro […] il potenziamento del settimanale L’Ortobene e la fondazione di Radio Barbagia». Don Pietro Borrotzu ricorda il suo impegno come delegato
alla Conferenza Episcopale Sarda della pastorale del lavoro sottolineando «il cammino di riconciliazione tra la comunità ecclesiale e i lavoratori» negli anni in cui nasceva il sogno della piana industriale di Ottana, monsignor Melis amava dire «non ci deve preoccupare soltanto che il lavoratore sia estraneo alla parrocchia ma che la Parrocchia sia estranea al lavoratore».
Per scoprire la sua dimensione intima, ci affidiamo alle parole scritte allora da don Pietro Puggioni, che ne elogia la presenza vicino ai sofferenti e fragili delle corsie dell’ospedale, alle parole di conforto per le famiglie segnate da tragedie di sangue che colpirono la Barbagia negli anni Settanta e Ottanta. In questo contesto era «semplice, umano, seminatore di pace», sono gli aggettivi usati dalla nostra compianta redattrice Margherita Sanna, «un padre per diaconi e sacerdoti che ha scommesso sui mezzi di comunicazione sociale», scriveva don Francesco Mariani direttore della giovane Radio Barbagia nata sotto il suo episcopato.
Come accaduto con monsignor Melas, anche il successore di monsignor Melis, Pietro Meloni, arrivò dalla Diocesi di Tempio Ampurias.

Note biografiche

Nato a Sorgono il 7 ottobre del 1916, è stato ordinato sacerdote nel 1939 e ha esercitato la sua missione sacerdotale nell’arcidiocesi di Oristano, fino a divenire vicario generale.
Nel 1963 è stato nominato da Giovanni XXIII vescovo di Ampurias e Tempio.
Nel 1970 è stato nominato da Paolo VI vescovo di Nuoro
Durante il suo episcopato sono state beatificate Maria Gabriella Sagheddu di Dorgali (1983) e Antonia Mesina di Orgosolo (1987); nel 1985 ha accolto Giovanni Paolo II, primo papa in visita pastorale a Nuoro; nel 1989 ha indetto il primo sinodo diocesano di Nuoro, celebrato nel 1990.
Nel 1992 ha lasciato l’incarico per aver raggiunto l’età stabilita dal diritto canonico per la dispensa dagli incarichi episcopali. Si è ritirato in un convento a Genoni, un piccolo paese del Sarcidano vicino al suo paese natale.
Muore il 3 settembre 2009 all’età di 92 anni, in seguito a un infarto che lo ha colto mentre si trovava raccolto in preghiera in una cappella della parrocchia di San Giovanni Battista di Fonni.
Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Un Anno Mariano per la pacificazione (1972), La mia testimonianza (1974), La Chiesa è Comunione (1980), Pacificazione e comunione (1982), Chiesa di Nuoro in cammino (1985), Chiesa di Nuoro tra luci ed ombre (1988) La Chiesa di Nuoro alle soglie del Duemila (1992).

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