Pineta di Ugolio, nel silenzio parlano gli incendiari

A Nuoro gli incendiari accendono sinistri riflettori sulla pineta di Ugolio, parco di interesse pubblico ma su terreni privati che stanno tornando in possesso dei loro legittimi proprietari. Il doppio attacco notturno degli incendiari nella vigilia di Ferragosto impone una riflessione sul futuro che non può prescindere dalla cronaca: chi ha interesse a incenerire la pineta, tanto da provarci questa estate per quattro volte? Mercoledì notte un primo tentativo stroncato dai vigili del fuoco alle 23, poi alle tre del mattino il secondo attacco con gli uomini del Corpo forestale che per tre ore hanno coordinato l’intervento delle squadre di Forestas, vigili del fuoco  e volontari nuoresi e di Oliena del Vab (Volontari antincendio boschivi) nel contrastare le fiamme che, appiccate nella strada per Pratosardo, risalivano lungo il costone avvicinandosi pericolosamente alle case di Città Nuova. A dirigere le operazioni i forestali  della Stazione di Nuoro coadiuvati da 1 squadra di volontari, circa 10 squadre di Forestas e le squadre dei vigili del fuoco. Le operazioni di spegnimento dei mezzi aerei si sono concluse alle ore 8.15.  In questo video amatoriale lo scenario che si sono trovati di fronte alle 3 del mattino gli uomini dell’antincendio sulla strada d’ingresso in città nei ressi del bivio per Pratosardo.

Alle sei del mattino di ieri, Ferragosto, si è potuto levare in volo l’elicottero della base di Farcana che ha smorzato la forza del fuoco e, grazie anche al calare del vento, consentire le operazioni di bonifica condotte per l’intera mattinata dagli agenti del Corpo forestale e dagli operai di Forestas che ancora curano la pineta per tutto l’anno quella pineta che però non rientra più da 12 anni nei piani  dell’Agenzia regionale. Con due distinte delibere, infatti, il consiglio di amministrazione dell‘Ente foreste (oggi Forestas)  ha formalizzato il parere favorevole alla restituzione di quei terreni in occupazione temporanea dal 1971: 38 ettari a un privato (leggi qui) e due ettari consertati comunque «marginali rispetto al cantiere forestale» al Seminario vescovile (clicca qui).

Così nel sito web SardegnaForeste viene riassunta la storia della pineta di Ugolio: «Nelle zone percorse da incendio ed in lembi dove la foresta di leccio è stata “sacrificata” per ricavarne legna da ardere, sono state impiantate negli anni Cinquanta e Sessanta (del secolo scorso, ndr) delle pinete artificiali a Pino domestico e marittimo. Il perimetro di rimboschimento di Nuoro, sorto fin dal 1952 con finanziamento Cassa del Mezzogiorno, è stato ampliato nel 1972 in seguito all’incendío dell’estate 1971 che aveva distrutto circa 600 ettari di bosco. La zona sita in località “Valverde” – “Prato Sardo” – “Ugolio” – “Janna Bentosa” e più per complessivi ettari 520 circa costituita da un soprassuolo misto di conifere e latifoglie aventi età media 25-26 anni, è stata percorsa da diversi incendi negli anni 1982-83-84 con conseguenti danni al soprassuolo boschivo e precisamente su circa 80-90 ettari, mentre il resto del bosco si sta sviluppando regolarmente». Già nel Piano forestale del 2007 però la Regione considerava del tutto particolare il cantiere Monte Ortobene-Ugolio-Pratosardo (1.584 ettari di cui 132 di proprietà pubblica e 1.441 di proprietà privata), se scriveva: «Con riferimento alle aree in occupazione, gran parte dei terreni sono ricompresi intorno all’abitato di Nuoro (Pineta di Ugolio e Monte Ortobene); il complesso forestale oggi riveste un evidente significato turistico ricreativo, soprattutto per l’utenza cittadina. L’orientamento gestionale in questo contesto è quello del bosco-parco, dove ad una selvicoltura prettamente naturalistica nelle aree di maggior pregio, si affianca una selvicoltura più urbana, finalizzata a creare e a migliorare le condizioni per una fruizione ad un’utenza molto diversificata, come nel caso della Pineta di Ugolio, ormai del tutto inserita nell’ambito urbano».

Concetti ribaditi per Ugolio nel Puc, vincoli compresi e garantiti dalle leggi forestali, ma ben presenti all’amministrazione comunale di Nuoro già nel 1981 quando per la prima volta, con la Giunta Pau, si parlò di parco urbano, ma ogni progetto finì per cozzare proprio sulla natura privata di quei terreni. L’ultima volta che il Consiglio comunale di Nuoro ha affrontato la questione risale al 9 febbraio del 2017 (leggi qui l’estratto del resonto), grazie a un’interrogazione dell’allora consigliere dei Cinquestelle Tore Lai preoccupato per la volontà annunciata da Forestas di lasciare quei terreni che voleva restituire ai privati dieci anni prima. Nella sua risposta l’allora assessore Giuliano Sanna ipotizzò due strade per l’acquisizione di qui terreni al patrimonio pubblico: l’acquisto diretto da parte di Forestas e le perequazioni previste per regolarizzare gli abusi edilizi di Testimonzos. Ipotesi su cui è calato il silenzio e nel silenzio parlano gli incendiari.

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