Troppe spese e mercato fermo: «Regalo maialetti sardi»

Come tanti altri allevatori, non può permettersi di continuare a spendere per dare da mangiare a maiali e suinetti rimasti invenduti: «Regalo maialetti e porchettoni allevati allo stato semibrado, causa ristoranti ed agriturismi chiusi. Consegna in tutta la Sardegna. Si paga solo viaggio per consegna». Un messaggio che viaggia via Facebook firmato da Valerio Ecca, allevatore di Villagrande, da tempo impegnato anche come presidente della cooperativa “Su porcu sardu” nella tutela e valorizzazione della razza suina autoctona da allevare con sistemi semibrado in tutta sicurezza anche per contrastare la peste suina africana.

Un impegno travolto dall’emergenza sanitaria da coronavirus che ha bloccato il mercato. Una crisi pesante che rischia di travolgere il settore che si stava preparando propri alla ripresa delle esportazioni da autorizzare da parte dell’Unione Europea visti i successi del piano di eradicazione della peste suina africana. Dalla Regione però non sono arrivate risposte. È caduta nel vuoto anche la proposta della Coldiretti Sardegna  che aveva chiesto di investire qualche milione di euro per acquistare carne di suino magari abbinato con una bottiglia di vino, da donare in questo caso ai ristoratori, altro settore fortemente penalizzato. Nel discorso generale si inserisce la valorizzazione della razza sarda che sta subendo un colpo mortale. Eppure dal 12 maggio sul tavolo del presidente della Regione Christian Solinas e dell’assessora Gabriella Murgia c’è una lettera partita da Roma e firmata da Thomas Ronconi, presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori Suini (Anas) che gestisce ol registro anagrafico anche del Suino di razza Sarda dove risultano iscritti attualmente 19 allevatori  per 62 scrofe certificate dal libro genealogico 2019. Nella lettera Ronconi chiedeva un contributo di almeno 500 euro a capo per permettere il mantenimento almeno dei riproduttori. Un intervento di poco superiore ai 30mila euro di cui nulla si sa nonostante – scrive alla Regione il presidente di Anas – «come è risaputo gli allevamenti della cassa sarda svolgono una serie di funzioni importantissime: conservano un ineguagliabile patrimonio di biodiversità, tutelano dal punto di vista ambientale e socioculturale territori che altrimenti sarebbero abbandonati, costituiscono architrave di una virtuosa filiera di qualità».

Concetti rimasti sulla carta, tanto da costringere gli allevatori a regalare porchettoni e maialetti, anche se poi – nel caso di Valerio Ecca – molti hanno risposato all’annuncio – dichiarandosi disponibili a pagare i suini.

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