Tracima la diga di Posada

Sono bastati due giorni di pioggia per consentire all’invaso sul rio Posada di accumulare gli otto milioni di metri cubi d’acqua che, sommati ai 14 presenti, hanno consentito alla diga di raggiungere la portata massima di 22 milioni di metri cubi che garantirà l’acqua per irrigare i campi per tutta l’estate, cancellando l’allarme-siccità che aveva portato il Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale a vietare l’utilizzo dell’acqua per usi agricoli durante la notte e ipotizzare ulteriori restrizioni temendo di dover interrompere il servizio alla fine luglio( https://www.ortobene.net/baronia-acqua-campi-al-31-luglio/).

L’allarme-siccità, con la coda polemica sulla gestione della diga che comunque si è dimostrata essenziale per laminare la piena e evitare alluvioni anche in questi due giorni,  è quindi definitivamente rientrato nei primi minuti di oggi (foto Ambrogio Guiso):  intorno alla mezzanotte – come ha confermato il bollettino della Protezione civile delle 4,30 –  «ha raggiunto la quota di 42,30 metri sul livello del mare ed ha iniziato a tracimare; proseguono in essa le fasi di Preallerta per rischio diga e Allerta per rischio idraulico a valle; alle ore 2:40 ha raggiunto la quota di 42,74 m slm (fase di allarme per laminazione) con portate di scarico che hanno raggiunto la prima soglia di attenzione (Qmin+Q1=108 m3/s ). La portata in ingresso è pari 260m3/s ed è prossima alla portata di attenzione di 284 m3/s, indicata nel Piano di Laminazione». Insomma la diga è piena e per tutta la notte è andata avanti l’attività di monitoraggio nella piana di Posada e Torpè per evitare alluvioni dato l’innalzamento del fiume. 

Anche nella piana del Cedrino le piogge di questi giorni consentono di ricostruire il massimo delle scorte d’acqua nella diga di Preda ‘e Othoni dove secondo il bollettino delle ore 10 il livello idrico era a quota 103.53 metri la notte scorsa, quando l’acqua ha superato i 104 metri di altezza con gli carichi di superficie attivati che rilasciano quasi 86 metri cubi d’acqua al secondo andando a ingrossare il fiume Cedrino a valle: la situazione è rimasta sempre all’interno dei livelli di guardia, con un’attenzione particolare su un idrometro nelle campagne di Onifai. Qualche preoccupazione, invece, a San Teodoro dove nella notte si sono registrati alcuni allagamenti a Suaredda.

Le piogge di questi giorni hanno permesso di testare a per la prima volta da parte del Comune di Oliena anche il funzionamento del ponte di Oloè riaperto al traffico lo scorso 28 gennaio dopo sette anni di chiusura proprio secondo un preciso piano di osservazione durante i temporali.