Torna a salire il prezzo del Romano, cala la produzione

I segnali positivi dei giorni scorsi sono confermati dai dati: secondo il rilevamento settimanale del sito specializzato Clal.it il prezzo del pecorino romano è tornato a salire (tabella in alto): venti centesimi al chilo in più (minimo 5.60 massimo 5.85 euro) per lo stagionato a 5 mesi nella piazza di Milano, rispetto ai 5.40-5.65 di lunedì 25 febbraio. Una buona notizia senza dubbio destinata in qualche modo a facilitare la trattativa sul prezzo minimo del latte ovino che riprenderà giovedì 7 marzo a Sassari, anche perché -sempre Clai.it – porta buone notizie sulle produzioni (vedi tabella sotto), con una calo destinato a incidere sulle eccedenze di produzione. Nei primi quattro mesi dell’annata 2018-2019 sono state lavorate 4.118 tonnellate in meno di Romano (23,2%) con un picco nello scorso gennaio di 2.999 tonnellate (meno 20.7%). Cifre sicuramente rafforzate al ribasso a febbraio quando sono scattate le proteste dei pastori che per alcune settimane non hanno versato il latte nei caseifici, preferendo gettarlo in strada per protesta o trasformarlo in casa.

Fonte Clal.it

 

Buone notizie, quindi, anche perché sembrano confermare quella fiducia degli operatori che prevedono una forte ripresa del mercato grazie soprattutto all’investimento dei 50 milioni di euro per il ritiro di 67 mila quintali di eccedenze. Un miglioramento sostanziale che dovrebbe secondo le previsioni consentire di pagare a novembre a fine annata di pagare il latte un euro al litro. Resta la differenza sul prezzo minimo che i pastori vorrebbero a 0.80 mentre in questa fase gli industriali non sembrano intenzionati a andare oltre i 0.72 centesimi. Produzioni a parte, è importante il segnale della ripresa del prezzo del Romano che dopo aver toccato al ribasso i 5.13 euro al chilo nel luglio del 2017 aveva ripreso a salire fino a 7.31 centesimi di luglio 2018 quando è sceso senza freni sino alla media di 5.55 di una settimana fa.

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