Ti benedico o Padre

Per amore, solo per amore ci raggiunge oggi questa parola di speranza e di benedizione, dalla lontananza dei secoli e delle generazioni:« Esulta grandemente figlia di Sion », esulta grandemente viandante del terzo millennio, pellegrino dei secoli a venire «Ecco viene a te il tuo re», re di pace che spezza l’arco di guerra, e il suo regno è regno di tutti i secoli che si estende per ogni generazione.
È per amore e solo per amore che Dio ci viene incontro anche oggi, in questa domenica di inizio estate che disperde i timori dei mesi cupi e bui appena trascorsi, donandoci un abbraccio caldo di amore e speranza. Dare e ricevere amore è il desiderio più profondo di ogni vita umana, «e se destino ordinario dell’uomo e della donna è incontrare un amore, destino straordinario dell’essere umano è incontrare un amore non umano, incontrare la seduzione di Dio». Gesù, oggi, ci invita a seguirlo in questo percorso di reciproca seduzione e di dialogo che Lui intrattiene con il Padre, perché possiamo scoprire la bellezza di quest’intima figliolanza e vivere piena- mente da risorti «dal momento che lo Spirito di Dio abita in noi».Seguirlo è vivere dei suoi stessi sentimenti pienamente umani e profumati di anelito divino, come in questa domenica in cui sentiamo anche noi l’esultanza del cuore di Gesù.
Un impeto di gioia spinge Gesù a parlare con il Padre in presenza dei suoi discepoli. È un momento bello per Lui che vede tornare i suoi discepoli dalla missione che ha loro affidato: annunciare il regno di Dio. «Questo regno non è però il regno delle loro aspirazioni, anche se le più buone, giuste e sante, ma quello misterioso che la sua volontà di Padre lascia che gli uomini scoprano tra la sofferenza e la colpa, il dubbio e la speranza».
Sono contenti, hanno operato gli stessi miracoli e segni che compie il loro maestro, eppure non sono sapienti, né scribi, né particolarmente eruditi, poveri uomini che vivono umilmente del loro lavoro ma, sedotti dai gesti di amore del Cristo, con i solchi tracciati nella coscienza dagli incanti del mondo che esiste. Coinvolti nel progetto di Dio che piange e ride con l’uomo, che rivela, a chi si fida di Lui, i suoi segreti e il suo progetto d’amore per ogni sua creatura.
Questo è il Padre di Gesù: «Dio mio e Dio vostro»; non un Dio castigamatti, ma un Dio pazzo per l’uomo. Pazzo d’amore per me, per te.
Oggi Gesù rivela ai suoi discepoli questo suolegame profondo con il Padre proprio nel rivolgersi a Lui così apertamente, chiamandolo in un modo inaudito «babbino mio», benedicendolo perché ai suoi fratelli in umanità ha rivelato gli stessi segreti di cui Lui ne condivide il segreto più profondo. Questo è il nostro Dio, il Dio di Gesù Cristo, che gioisce e si commuove per la sorte di noi uomini e donne, in questi tempi di deriva e smarrimento. Gesù si commuove per il nostro carico di pensieri, di attese, per lo sgomento di fronte al male, all’ingiustizia, alla morte. Continua a vivere con noi tutte le stagioni del mondo, portandolo nella vergogna della sua morte di croce e della sua risurrezione, sempre, sino alla fine del mondo.
«Egli che chiama Dio suo Padre », ci aiuta anche a riscoprire il legame che ci unisce al nostro padre terreno, il nostro rapporto di figliolanza e di familiarità con i nostri genitori,quel legame vitale che ci tiene ancorati alla terra, ma che germoglia da un sogno di Dio. Benedico mio padre e mia madre che col loro amore mi hanno donato la vita, e posso benedire il Padre del cielo perché è paziente e misericordioso lento all’ira e ricco di grazia, perché è buono verso tutti e la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Posso dire bene di Dio perché Gesù me lo ha insegnato! Questo è veramente stupefacente! E posso andare a Lui che porta il suo giogo con me, dandomi la forza di stare in piedi anche nelle contrarietà e negli sfaceli della mia vita, che mi consola nelle mie fatiche e tribolazioni senza togliermele, ma dandomi sempre una speranza nuova. «Prega ancora per noi Signore in questa notte del mondo e lascia che la luna rischiari tutto l’arco del cielo e faccia brillare questa bella terra, che riposa nell’ombra, con le stelle che dalle loro vedette brillano di gioia per colui che le ha create. Donaci l’esultanza del tuo cuore e il tuo abbraccio di salvezza ». Amen.

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