«Test salivari ai turisti? Aspettiamo il Governo»

(DIRE) Cagliari, 20 mag. – «A livello internazionale ci si sta già muovendo per la liberalizzazione dei test salivari, la Sardegna sta chiedendo al governo italiano che anche nel nostro Paese ci sia questa possibilità, in modo tale che qualsiasi cittadino possa rivolgersi a un qualsiasi laboratorio e ottenere una certificazione. Siamo legati, è vero, alle scelte che adotterà il governo nazionale. Ma, qualora la liberalizzazione non fosse possibile per il nostro Paese, stiamo studiando delle alternative per accogliere i turisti in sicurezza». Così il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, durante il consueto punto stampa in videoconferenza. Il governatore, prima di illustrare i dati sul contagio nell’isola, ha voluto fare delle precisazioni, in particolare sui temi caldi di questi giorni, ovvero turismo e passaporto sanitario. «Si è fatto un gran parlare del passaporto sanitario, chiarisco una volta per tutte che non rappresenta un aggravio nei confronti degli arrivi nell’isola – le parole di Solinas -. La Sardegna apre le sue braccia al turismo, ma lo vuole fare con tutta la sicurezza per i residenti e per chi arriva da fuori. Sia a livello nazionale che internazionale, laddove ci sono state riaperture senza controllo e cautele, c’è stato un ritorno importante dei contagi, anche in Paesi che hanno gestito molto bene la prima fase, come Singapore e Corea del Sud. Noi siamo riusciti, grazie al sacrificio dei sardi, a tenere bassa la curva dei contagi, abbiamo raggiunto il miglior risultato in Italia per quanto riguarda l’indicatore di diffusione del virus, il famoso Rt fermo a 0,24, e stiamo progressivamente esaurendo il numero di persone positive. Questo fa di noi un’isola particolarmente osservata e ambita, perché nella scelta delle destinazioni turistiche, quest’anno non si può ragionare come gli anni precedenti, dove i principali driver di scelta erano le bellezze naturalistiche, paesaggistiche e i servizi».
Quest’anno, spiega il governatore, «molte persone sono ancora impaurite e rinunceranno alle vacanze: quelli che decideranno di viaggiare, sceglieranno soprattutto in base alla capacità del sistema di garantire sicurezza. Ecco perché stiamo chiedendo una piccola cautela in più per chi vorrà entrare nella nostra isola: quella di certificare la propria condizione di negatività al coronavirus. Questo è un sistema che consente di affievolire le misure di prevenzione successive all’ingresso. Se infatti dovessimo lasciare le cose come stanno, e quindi non fare controlli, chiunque si recherà nelle strutture turistiche, dovrebbe comunque mantenere le mascherine nei luoghi pubblici, rispettare il distanziamento, ci sarebbe il divieto di assembramento negli spazi Comuni, come le piscine e i campi sportivi. Noi vogliamo invece garantire a chi verrà in Sardegna, di poter fare una vacanza degna di questo nome». (Api/ Dire) 20:25 20-05-20 NNNN
© riproduzione riservata