Nuoro, la stagione di febbraio al teatro Eliseo

Il TEN – Teatro Eliseo Nuoro, riprende la sua stagione di spettacoli di febbraio con una serie di rappresentazioni dagli importanti risvolti storici, sociali e culturali. Si ricomincerà sabato 2 febbraio, dalle ore 21, con lo spettacolo premiato per la comunicazione come impegno sociale e civile e la drammaturgia intitolato “L’Avvoltoio”: in programma anche domenica 3 alle ore 18.30, lunedì 4 e martedì 5 febbraio alle ore 11.00, il testo e indagine di Anna Rita Signore per la regia di Cesar Brie porterà in scena la storia vera di Quirra, sede del più grande Poligono sperimentale d’Europa. Il piccolissimo villaggio della Sardegna sud-orientale diviene così centro di un’allegoria visiva che porta gli spettatori a scoprire le reali vicende che vedono coinvolta la sua popolazione, e quella dell’intera Sardegna, nelle sperimentazioni di nuovi sistemi d’arma, nell’addestramento di eserciti di tutto il mondo, nella simulazione di guerre e, soprattutto, nei segreti militari, industriali e di Stato sulla diffusione di una sindrome derivante dall’uso di armi chimiche, batteriologiche e rifiuti tossici. La sindrome di Quirra continua a provocare una strage silenziosa che prosegue nonostante i processi agli imputati per reati ambientali e sanitari, alimentata soprattutto dal ricatto occupazionale il quale vede accettare e tacere, pur di avere un lavoro, anche questo dramma sociale.
Gli spettacoli in scena al TEN continueranno con la pièce “Le nostre storie ci guardano”, in scena sabato 9 febbraio dalle ore 18.30, per la regia, soggetto e sceneggiatura di Sergio Naitza. Il ventennio 1950-1970, periodo di cruciale cambiamento, vede la Sardegna uscire dall’economia agropastorale per entrare nell’epoca della trasformazione industriale, specie a causa del Piano di Rinascita che creò un cortocircuito economico, politico e socio-culturale tra antico e moderno. Il montaggio dello spettacolo assembla una sequenza di inchieste, documentari, interviste e servizi giornalistici che spiegano il contenuto delle epistole tra un fratello emigrato ed una sorella rimasta in Sardegna, vertenti sui grandi temi delle miniere, della pesca e delle prime cooperative, dell’emigrazione, del banditismo, della nascita della Costa Smeralda, dell’industrializzazione delle zone centrali e dello scudetto del Cagliari.
La terza rappresentazione in scena nel mese di febbraio al Teatro Eliseo di Nuoro, in programma per mercoledì 13 alle ore 21 e giovedì 14 alle ore 11, sarà “Riccardo 3°”, scritta da Francesco Niccolini per la regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi.
Ispirato al dramma di Shakespeare ed ai crimini dell’ergastolano Jean-Claude Romand, è ambientato in un manicomio criminale nel quale la vita ospedaliera si mescola alla finzione, facendo comprendere allo spettatore, parafrasando Amleto, che l’intero mondo sia solo una prigione o un manicomio, tra una risata, un funerale, gli omicidi seriali, la passività della camicia di forza e la redenzione finale dai peccati.

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