Tari 2014, tanti dubbi per ottomila utenti

Il problema degli avvisi Tari 2014 inviati dal Comune di Nuoro agli utenti sarebbe molto più ampio e delicato  rispetto  alle  motivazioni sottoscritte nella nota esplicativa divulgata dal Municipio (https://www.ortobene.net/tari-tares-comune-tenta-spegnere-lincendio/). In particolare gli avvisi bonari emessi a suo tempo, che a detta degli uffici consideravano situazioni anagrafiche “sbagliate” ma comunque calcolate sul 100% del costo del servizio individuato nel Piano economico finanziario (Pef) della tassa sui rifiuti 2014 visto che per legge infatti  l’entrata deve coprire il costo del servizio ma non può essere superiore. Questo vuol dire che se oggi, dopo quattro anni, il Comune emette ben ottomila nuovi avvisi (quasi la metà delle utenze domestiche) con situazioni anagrafiche “corrette”, e tali avvisi  danno origine ad un maggiore tributo in media pari a 200 euro, risulterà che si stanno chiedendo ai cittadini per il 2014 diversi milioni di euro in più rispetto al 100% del costo del servizio. Questa ipotesi di illegittimità potrebbe essere negata solo qualora si rendesse nota l’attuale ripartizione tariffaria 2014, aggiornata dopo l’emissione delle nuove bollette unilateralmente corrette e, quindi, ricalcolando la percentuale di copertura del costo del Pef.
Nella nota del Comune, inoltre, si parla di avvisi bonari: un escamotage che giustificherebbe la carenza formale che vizia l’atto in quanto mancano le modalità di presentazione del ricorso. Ma allora perché negli atti in questione si legge “avviso di liquidazione” che invece  è proprio un atto tributario previsto dalla legge come atto impugnabile? E, soprattutto, perché il Comune ha deciso di utilizzare la notifica speciale  prevista per gli atti giudiziari, molto più costosa della normale raccomandata? Si rinnova, inoltre, un avviso bonario dopo quattro anni prevedendo un’ulteriore emissione di atto impugnabile dopo 60 giorni e quindi accollandosi un’inutile aumento dei costi che finirebbero per triplicarsi se si considera anche la prima spedizione degli avvisi nel 2014.