Tar boccia ordinanza anti-slot: «Sindaco incompetente»

«DISTRIBUZIONE MACCHINE SPETTA A CONSIGLIO COMUNALE» (DIRE) Cagliari, 3 set.

Stop dal Tar Sardegna all’ordinanza contro le slot machine firmata lo scorso novembre dal sindaco di Golfo Aranci, e consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Fasolino. L’ordinanza, nata per combattere la diffusione della ludopatia nel Comune gallurese, di fatto eliminava le slot dall’intero territorio comunale, vietando l’apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro se a meno di 500 metri rispetto a istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, parchi, spiagge e centri di aggregazione in generale. Dopo il ricorso presentato da una società privata, il tribunale amministrativo già a dicembre del 2017 aveva sospeso il disposto di Fasolino, oggi la sentenza che in parte accoglie l’istanza: «L’intesa sottoscritta in sede di conferenza unificata il 7 settembre 2017 – spiega il giudice – prevede che le Regioni e gli enti locali, per una maggiore efficacia nella prevenzione dei minori e nella lotta alla ludopatia, adotteranno nei rispettivi piani urbanistici e nei regolamenti comunali criteri che, tenendo conto anche dell’ubicazione degli investimenti esistenti, relativi agli attuali punti di vendita con attività di gioco prevalente, consentano una equilibrata distribuzione nel territorio. Questo allo scopo di evitare il formarsi di ampie aree nelle quali l’offerta di gioco pubblico sia o totalmente assente o eccessivamente concentrata». Dunque «emerge dall’intesa la scelta di coinvolgere anche gli enti locali nelle iniziative di contrasto della ludopatia, ma con l’espressa precisazione che i relativi criteri sull’ubicazione dei videoterminali potranno, a livello locale, essere introdotti soltanto nei piani urbanistici e nei regolamenti comunali, cioè nell’ambito di atti amministrativi di carattere normativo-generale la cui approvazione è attribuita esclusivamente al consiglio comunale, mentre nessun potere è riconosciuto al sindaco sulla distribuzione territoriale dei videoterminali per il gioco d’azzardo». La censura relativa all’incompetenza sindacale è dunque «fondata – si legge nel testo – il che conduce all’accoglimento della domanda di annullamento dell’ordinanza impugnata limitatamente alla parte in cui individua i cosidetti punti sensibili e le relative “fasce di rispetto” e vieta l’utilizzo dei videoterminali per il gioco d’azzardo all’interno delle stesse». Nell’attuale frangente storico, spiega comunque il giudice amministrativo, «la ludopatia è un fenomeno notoriamente molto diffuso, il che trova indiretta conferma, prima di tutto, nella stessa evoluzione normativa cui si è fatto riferimento, che evidenzia una costante tensione del legislatore verso l’attività di contrasto del fenomeno stesso. In questo senso depongono gli interventi dell’Unione Europea, nonché le numerose leggi regionali che hanno affidato agli enti locali il compito di adottare ulteriori misure di prevenzione e contrasto della ludopatia». Con specifico riferimento al contesto sardo, «assumono rilievo i dati pubblicati sul sito istituzionale del Consiglio regionale, dai quali emerge l’ampia diffusione del gioco d’azzardo in Sardegna».
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