Tante sorprese nelle Cortes di Ottana

Sabato 28 e domenica 29 ottobre la rassegna “Autunno In Barbagia” fa tappa per la prima volta a Ottana. Un appuntamento che si annuncia ricco di sorprese per i visitatori abituati ad associare il toponimo alle industrie, alle affascinanti figure carnevalesche dei Merdules o alla chiesa romanica di San Nicola, una delle più belle della Sardegna che tra l’altro conserva la Pala dei Santi Francesco d’Assisi e Nicola di Bari o Polittico di San Nicola di Mira, trittico datato 1334 e attribuito al Maestro delle tempere francescane della scuola del Lorenzetti.

Ottana però è molto altro. A partire proprio da quella chiesa romanica (consacrata nel 1112) che domina il centro abitato e la piana da una collinetta, cattedrale vescovile perché il paese era sede della Dioecesis Othanensis soppressa ai primi del 1500 la cui storia è stata ricostruita da Roberto Lai nel libro “La Diocesi medievale di Ottana e la cronotassi dei suoi vescovi(1065-1503)”. Pochi sanno che Ottana, pur facendo parte come parrocchia della Diocesi di Nuoro, dal 2004 Ottana è tornata ad essere sede vescovile e ha un vescovo titolare, monsignor Piotr Sawczuk, vescovo ausiliare di Siedlce (Polonia) e che venera come beato Pietro Messalenis, monaco camaldolese nato a Ottana nel 1375 e morto in odore di santità nel 1453 a Murano (Venezia). Elementi che saranno approfonditi domenica 19 alle ore 11 nel salone Sant’Antonio da Roberto Lai, studioso del medioevo sardo-catalano, durante il convegno “Ottana nella storia“.

Monsignor Piotr Sawczuk

Dal sacro al profano, tra le curiosità nelle Cortes apertas si potrà scoprire un’altra chicca legata alle tradizioni carnevalesche rappresentate dalle figure etniche dei Merdules, Boes e Sa Filonzana che hanno conservato nel tempo il loro fascino ancestrale. Pochi però conoscono s’affluente, un piatto in ottone o rame intarsiato con disegni di fiori, grappoli d’uva e piccoli croci usato il Venerdì Santo, durante il rito di S’iscravamentu, per deporre i chiodi, il martello e le tenaglie, mentre in un contrasto profano soprattutto a carnevale, percosso con una chiave, scandisce il ritmo del ballo sardo de, appunto, su ballu de s’affuente.

Non mancano le curiosità e le sorprese per i profani, anche nell’agroalimentare. Nelle Cortes apertas si potrà tra l’altro scoprire un dolce considerato un altro simbolo di Ottana: s’angule, un ex voto preparato per grazia ricevuta in onore del Santo Patrono, San Nicola, abbellito con le rose il giorno della festa. Il dolce tipico sarà lavorato in diretta per gli ospiti sia nel pomeriggio di sabato che domenica alle ore 15.

Nel percorso delle varie Cortes ricavate nel centro storico gli ospiti potranno seguire il filo unico della storia e della tradizione dall’enogastronomia, all’artigianato, alle produzioni locali legate soprattutto alla terra. Tappa obbligata sarà il MAT (Museo Arti e Tradizioni) che, sabato e domenica con visite guidate fino alle ore 19, propone a Casa Fenudi la mostra “Simboli, riti e tradizioni ottanesi“ e Casa Barca la mostra fotografica “Il Carnevale di Ottana” di A.F.W. Betzon un a dimostrazione della lavorazione delle maschere tradizionali a cura di Paolo Lai e  sabato e domenica a partire dalle 15.30 il laboratorio didattico,“La maschera de cartone“ ispirato all’opera della scrittrice ottanese Luigia Fenudi Poddighe, consiste – informano gli organizzatori dell’associazione culturale Sa Ilonzana – nella costruzione di una maschera di cartone, è gratuito e rivolto ai bambini a partire dai 5 anni di età. Al termine dell’attività, ogni partecipante potrà portare a casa l’elaborato (informazioni e iscrizioni telefonando ai  numeri 366/7205050 – 349/7395990, mail sailonzana@gmail.com). La due giorni di Ottana di “Autunno in Barbagia” si aprirà sabato 28 ottobre alle ore 10 con l’esibizione del gruppo folk “San Nicola”accompagnato da “S’affuente” del “Tenore Santa Maria” e alla presenza di Boes, Merdules e Filonzana, maschere etniche del carnevale ottanese. Sempre alle 10 sabato e domenica è prevista l’apertura musei “Casa Barca” e “Casa Fenudi” e delle varie Cortes dove, in entrambe le giornate, tra l’altro si potranno visitare esposizioni, mostre e dimostrazioni di antichi mestieri tra cui la lavorazione artistica del ferro battuto, preparazione e degustazione “savadas” e “gatzas” la  presentazione della tecnica della smielatura nel Museo del miele; concia delle pelli, ferratura del cavallo, l’antica lavorazione delle stuoie, l’illustrazione di  tecniche e metodi di spremitura delle olvie e degustazione dell’olio nell’oleificio “Il Mulino”. Tra gli appuntamenti legati alla tradizione gastronomica e alle tradizioni, sabato a mezzogiorno con replica domenica sempre alle 12 la preparazione della pasta fresca tradizionale “sos maccarones ischeaoso”.

Appuntamenti fissi delle due giornate, infine, alle 15.30 “Caratzas in Otzana”,  riproposizione del carnevale ottanese con  Boes, Merdules e Filonzana; alle ore 16,30 nelle gradinate della chiesa di Sant’Antonio esibizione del coro “Sant’Antonio” e mezz’ora dopo nella chiesa di San Nicola  concerto del coro polifonico “San Nicola”.

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