Sul mare con Stefano Tore

Le reminiscenze debussiane presenti già nel titolo e la bella foto di copertina del terzo disco di Stefano Tore appaiono in larga parte e per più versi coerenti con i suoi contenuti musicali. Out il 28 di settembre per Stella Recordings, dieci brani per trentacinque minuti complessivi di ascolto musicale, Sur la mer ci presenta il più profondo di un artista pienamente inserito nel panorama musicale del nostro paese. Note biografiche riferite al nostro ci informano: Stefano Tore, pianista e compositore, nasce a Nuoro nel 1983 e inizia a studiare pianoforte all’età di nove anni. Il suo debutto (in programma tre quartetti per archi di sua composizione) avviene proprio nella sua città natale (precisamente nei locali del MAN a fine 2007), mentre nel 2009 il suo spettacolo “Specchi Teriomorfici” viene rappresentato alla Specola di Firenze. Ancora nel 2009 le sue musiche per balletto “Kaligazeri” vanno in scena presso la Royal Central School of Speech and Drama di Londra. Nella capitale britannica si occupa della composizione di Jingle e di pubblicità e tuttavia Tore è musicista che compone anche per il cinema e per il teatro (tra le altre cose, nel 2015 compone le musiche per il video istituzionale del Maggio Musicale Fiorentino mentre nel luglio dello stesso anno lavora alla colonna sonora del film “Surbiles” del regista Giovanni Columbu).

Fatta questa premessa allo scopo di presentare il personaggio soprattutto a coloro che nella nostra città ancora non lo conoscono, precisiamo subito che Sur la mer è un disco che contiene musica per i palati più fini. Si tratta infatti di musica classica, musica da camera per quintetto composto da Clarinetto, Sax contralto, Viola, Violoncello e Pianoforte, precisamente, musica che fonda tutta la sua gradevolezza sulla dirompente poeticità dell’autore. A quest’ultima, peraltro, si affianca la capacità dello stesso Stefano Tore di catturare, con la sua musica, un registro “cromatico” ed emozionale profondo, le sensazioni e le suggestioni di un istante, le malinconie passeggere. Immaginifiche, rapide, riflessive, sognanti, le note contenute in questo CD, pur facendo riferimento a canoni musicali ben conosciuti e non aggiungendo niente di nuovo, in termini di unicità, all’arte delle sette note, coinvolgono ed emozionano. Sur la mer sembra a tratti attingere da rigurgiti di neoromanticismo (la dolcezza e l’orecchiabilità di certi passaggi sembrano inequivocabilmente andare in quella direzione) e tuttavia tra i solchi, le influenze impressionistiche sembrano non di rado prevalere. Buon ascolto!

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