Strumento di evangelizzazione

Nel gennaio del 1926, quando il vescovo della diocesi di Galtellì-Nuoro monsignor Maurilio Fossati decide di fondare L’Ortobene, spiega bene le ragioni della sua scelta con un articolo dal titolo emblematico Perché l’Ortobene?: «Se la stampa è diventata una necessità, e purtroppo ve ne è tanta cattiva, attenta alla religione e al buon costume, è necessaria che sorga anche la buona, che sia un contra veleno […]». Una mancanza sentita dai primi giorni dell’arrivo in diocesi, avvenuto due anni prima, in occasione del pellegrinaggio a Roma, «di cui è mancata la propaganda, il concorso a questa manifestazione di fede è stato piuttosto esiguo in proporzione al numero delle parrocchie e della popolazione» precisa il Vescovo, che aggiunge che degli avvenimenti il periodico sarà «la squilla sonora, che ne porterà l’annuncio in ogni parrocchia, in ogni casa».
Sulla scelta del nome, il presule chiarisce che «deve essere il centro e lo stimolo della vita religiosa diocesana, vuole essere un invito a stringersi tutto intorno a questo Redentore, il cui Regno sociale la Chiesa ha solennemente proclamato». Monsignor Fossati scrive che «questo foglio voglia essere mezzo precipuo per far prosperare, sviluppandola, l’opera delle Vocazioni Sacerdotali».
Nel 1924 si era tenuto a Oristano il Concilio Plenario Sardo, su 11 vescovi solo due, quelli di Oristano e Iglesias, erano sardi, gli altri nove avevano portato esperienze dalla penisola e si adoperavano per favorire «l’associazionismo religioso, visto come strumento di elevamento personale e di salvaguardia dei valori della fede cattolica». Nativo di Arona, monsignor Fossati vuole che il periodico lavori in questo senso. L’Ortobene diventa il bollettino ufficiale della Diocesi di Nuoro, ha un formato ridotto, 4 pagine su due colonne, rubriche dedicate ai comunicati ufficiali della Curia, pensieri sui Vangeli e brevi cronache dalle Parrocchie. Lo Storico della Chiesa Padre Raimondo Turtas sottolinea che durante i primi anni di vita sotto la guida del vescovo monsignor Fossati «gli avvenimenti italiani e internazionali non strettamente religiosi non trovano eco nel foglio nuorese».
Dopo la parentesi nuorese, nel 1929 monsignor Fossati viene promosso arcivescovo di Sassari, prima di guidare l’arcidiocesi di Torino per oltre un trentennio, e dopo soli cinque anni è nominato cardinale da Papa Pio XI, distinguendosi anche per la salvezza degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale e la presidenza della Cei. A Nuoro il testimone sarà raccolto da Monsignor Cogoni che farà de L’Ortobene uno strumento di battaglia contro il Fascismo. A monsignor Fossati il merito di aver inventato uno strumento di evangelizzazione capace di entrare in ogni casa dalla diocesi,quasi cento anni dopo il giornale continua ad essere una voce della Chiesa nel territorio grazie alla felice intuizione del pastore venuto dal Nord Italia.

Note biografiche

Maurilio Fossati nasce ad Arona il 24 maggio 1876.
Entra nella congregazione degli Oblati dei Santi Gaudenzio e Carlo di Novara e viene ordinato sacerdote il 27 novembre 1898. Tra il 1915 e il 1924 è rettore del Sacro Monte di Varallo. Viene eletto vescovo di Nuoro il 24 marzo 1924 e consacrato vescovo il 27 aprile 1924 dal cardinale Giuseppe Gamba. Promosso arcivescovo di Sassari il 2 ottobre 1929 diventa arcivescovo di Torino l’11 dicembre 1930. Papa Pio XI lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 13 marzo 1933. Durante laSeconda guerra mondiale, è attivo nell’aiuto agliebrei della Shoah, facendoli nascondere nei monasteri della città, e aiutando l’organizzazione Delasem, con la collaborazione
di Francesco Repetto.
Nel 1937 approva la nascita dei Cultores Sanctae Sindonis, un sodalizio nato nell’ambito della Confraternita del SS. Sudario con lo scopo di coordinare gli studi scientifici allora in atto sulla Santa Sindone.
Nel dopoguerra è l’ideatore dell’esperienza dei cappellani del lavoro (con don Esterino Bosco, don Ugo Saroglia, don Giovanni Pignata e don Piero Giacobbo), per iniziare una presenza della Chiesa a fianco della classe operai, da cui poi nasceranno qualche anno dopo i preti operai.
Nel 1954 è eletto presidente della Cei, carica che ricoprì fino al 1958.
Muore il 30 marzo 1965 all’età di 88 anni.

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