Strada-cimitero, la rivolta dei sindaci

Nel freddo pomeriggio di Orotelli pesano le venti croci piantate in 10 chilometri, sulla strada statale 129. Ai 22 sindaci chiamati a raccolta sotto le capriate in legno chiaro della vecchia chiesa di Santa Ruche, non sfugge la tragica contabilità, due vittime per incidente stradale a chilometro tra il bivio sulla 131 e la curva di Marroneddu. I due ragazzi di Nuoro morti il giorno di Natale hanno scoperchiato la pentola in ebollizione. Il cimitero itinerante da Nuoro a Macomer pesa come un macigno. Hanno preso l’iniziativa di questo 15 gennaio, Nannino Marteddu sindaco di Orotelli, frontista di quelle curve di morte, e Daniele Cocco, appena più in là, sindaco di Bottida. Da Andrea Soddu ad Antonio Succu, primi cittadini di Nuoro e Macomer, a quelli del Goceano, da Illorai a Benetutti, al Marghine, da Bolotana, Bortigali, sino alla Planargia e al Meilogu, tutti determinati a dare una scossa forte alle istituzioni. «Finito il tempo degli appelli a vuoto – sottolinea Nannino Marteddu – subito, entro dieci giorni una conferenza di servizi, Regione, Ministero, Anas per gli interventi immediati sulle curve che aspettano di inghiottire altre vittime. Sollecito Anci Sardegna affinchè giovedì porti il ministro Minniti a contare le croci. Se non ho risposte, da chi deve darle, do incarico agli avvocati per un esposto alla procura della Repubblica».

Commozione nelle parole del sindaco di Orotelli quando ricorda la telefonata, qualche giorno fa, da parte della mamma di Matteo e Francesco Pintor, ultimi ragazzi caduti sulle curve della 129. Negli interventi degli amministratori comunali, già costituiti in comitato, non c ‘è spazio per la saga delle parole o per i riti della convegnistica vuota. Si pongono fatti concreti. Dal sindaco di Silanus Gian Pietro Arca, incarico immediato a un pool di tecnici per una proposta progettuale da mettere sotto il naso di ministri, assessori e Anas. Alla mobilitazione generale chiama Daniele Cocco. Fissare la conferenza di servizi, fissare la data di una manifestazione pubblica che raccolga le ansie di intere comunità. «Non possiamo continuare con le condoglianze per le nostre famiglie, mentre ci batte il cuore», dice Andrea Soddu ci va diretto indicando tre fasi: quella immediata, degli interventi per la sicurezza «da fare domani»; quelli a medio termine, interventi strutturati per cancellare gli incroci a raso, quelli definitivi per portarci nella civiltà infrastrutturale. «Senza un grande piano di infrastrutture, come negli anni Cinquanta per le scuole», afferma il sindaco di Nuoro, «la Sardegna non è Italia. La Nuoro-Sassari non può restare una carrareccia. Non illudiamoci, è una battaglia epocale come in altre stagioni della nostra storia. O la combattiamo noi o siamo alle premesse del declino». Da qui la proposta del sindaco di Benetutti Enzo Cosseddu: «Questo non è il comitato per una strada, questo è il comitato dei sindaci per la civiltà del centro Sardegna». Sale la tensione nelle parole di tutti i sindaci e amministratori. Stavolta, in questo angolo del centro storico di Orotelli , a due passi dalla piazza di Sant’Antonio, pronta la pira per il grande fuoco, il fumo delle promesse non basta più.

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