Storia di Karol
di Franco Colomo

12 Marzo 2019

4' di lettura

L’undicesima puntata della rubrica curata dagli studenti del Liceo Classico di Nuoro. Libriamoci è un progetto coordinato dalle docenti Venturella Frogheri e Paola Serra. Non abbiate paura! – grida in piazza San Pietro Giovanni Paolo II con tutta la forza della sua dolcezza, una forza in grado di scuotere il cuore e l’anima di ogni uomo. Sono parole che risuonano concrete e credibili, anche per un’epoca in cui le paure e la disperazione sembravano dilagare in modo lento ma inesorabile in molti paesi dell’Europa dell’Est, fra i quali la sua amata terra, la Polonia, oppressa e lacerata dal regime comunista. Ma negli occhi di Karol, nei quali sembra riflettersi il più profondo blu del cielo, è possibile scorgere solo un incrollabile ottimismo e la fiducia, due sentimenti che l’hanno sempre caratterizzato e sostenuto, senza i quali non sarebbe stato capace di affrontare l’orrore e la crudeltà proprie dell’occupazione nazista, per cui il cuore di un giovane gioioso, sensibile e brillante è stato calpestato e ferito dall’odio, dalla guerra e dalla paura, senza alcuna pietà. Saranno queste orribili esperienze ad indurre il ragazzo polacco non solo a porsi domande, ma anche a cercare risposte sempre più solide e profonde. Sarà proprio grazie a questa gioventù così sofferta e struggente che maturerà la consapevolezza dell’importanza della gioventù come una fase fondamentale della vita per lo sviluppo dei principi, della personalità e dei rapporti interpersonali. Non a caso, infatti, Giovanni Paolo II viene definito il Papa della gioventù, un Papa eternamente affascinato dall’entusiasmo e dalla purezza proprie dei giovani, che non si presenta a loro come un giudice, bensì come un padre, un uomo capace di capirli, di ascoltarli e di guidarli. Tale affetto e confidenza reciproci vengono dimostrati dalle folle oceaniche di giovani che si sono radunate a Roma e in tutte le parti del mondo, in occasione delle GMG per vedere dai suoi occhi e ascoltare dalle sue parole l’unica cosa di cui i giovani hanno bisogno: la verità. A loro Giovanni Paolo II morente, offre le sue ultime parole: «Vi ho cercato, ora voi siete venuti da me e per questo vi ringrazio». La storia di questo grande uomo non solo ha segnato la storia mondiale, con la sua lotta indefessa a favore della vita e della dignità umana, lotta culminata nel crollo del muro di Berlino, nel 1989, emblema della riacquistata libertà da parte dei paesi dell’Europa orientale, ma la storia delle singole persone, conquistate dal cuore traboccante d’amore di uomo che ha guidato, capito ed amato un’intera generazione, con cui ha instaurato un legame così forte e solido che nemmeno la morte è riuscita a spezzare. Un legame che è possibile stringere e tenere vivo grazie alla lettura. E in particolare grazie ad un libro, Storia di Karol, la storia di una vita, una vita meravigliosa, la sua, persino in tutto il suo dolore, sentimento che marca, anche se secondo modalità diverse, la vita di ognuno di noi. Perciò questa biografia non solo ci mostra la capacità di affrontare le avversità, ma anche di far sì che questa sofferenza si trasformi in un sentimento che faccia scaturire qualcosa di grande, mediante la luce nitida e brillante del suo esempio. © riproduzione riservata

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